martedì 27 gennaio 2009

LA PANCHINA NEL PARCO


Ai giardinetti
su una panchina
c’è un uomo solo,
un vecchio giornale
e una sigaretta.

La gente preferisce andare avanti,
fingere di non vederlo,
sfiorarlo quasi
per poter passare
affrettare il passo
non fermarsi a guardarlo.
Nessuno scambia da tempo due parole con lui
Lui finge di non vedere.
Fa un cenno,
un sorriso.
Finge di non sentire
la freddezza del vento invernale
la freddezza dell’indifferenza gelida

Una palla rotola sotto quella panchina
un bimbo corre a prenderla
il vecchio china le sue stanche ossa
e, per un attimo,
le dita rugose dalle ossa distorte di uno
sfiorano le mani accaldate e rosee dell’altro.

Il bambino
con i suoi occhi nocciola che brillano di vita
gli sorride e torna a giocare.

Oggi c’è più freddo
la palla rotola di nuovo.
Il bimbo corre, si ferma, e
cerca.

Cerca quell’uomo di ieri
quel nonno sdentato
che oggi non c’è.
Ma a saperlo restano, solo,
la panchina e il bimbo.

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