martedì 27 gennaio 2009

26 luglio 2005


26 luglio 2005

Ho pianto.
Sapevo l’avrei fatto…
Ma non credevo, non riuscivo a immaginare e non riuscirò mai a spiegare quanta emozione, quanto il fiato venga a mancarti, la sensazione che il cuore ti si fermi per un attimo.
E si è fermato.
Si è fermato mentre con gli occhi non mi lasciavo sfuggire ogni centimetro della tua pelle, ogni tua espressione, ogni tuo singolo movimento.
Tutti intorno continuavano indaffarati ma io non sentivo, non vedevo, avevo occhi solo per te.
E ho trattenuto il respiro per ascoltarti e ho fermato i battiti del mio cuore affinché il suo rumore non coprisse la tua voce.
Ho sognato.
Ho sognato una vita quell’attimo.
Quell’attimo in cui avrei, finalmente, incontrato i tuoi occhi, sfiorato la tua pelle, carezzato le tue mani, i tuoi piedini cuccioli.
Ma la realtà non può mai spiegare l’immaginario.
La realtà è palpabile, vera,
rimane.
Mi sembra tutto così strano.
Abbiamo condiviso nove mesi di emozioni, di vita insieme… strettamente insieme, di attimi, di sensazioni.
E,ora, mentre ti osservo in questo letto di ospedale con la luce del corridoio che illumina il piccolo viso sereno mi sento piccolissima.
Nell’attimo stesso che ti ho visto per me non è esistito più nulla.
Mio figlio.

Le lacrime scivolano sulle mie guance bagnando la tua testolina adagiata nell’incavo del mio braccio.
Dormi sereno.
Piango.
Dormi amore.
Piango.
È troppo emozionante.
Il tuo respiro è sincrono al mio i nostri corpi adesi mi permettono di sentire il tuo cuore che batte veloce.
Dopo nove mesi e tutto quello che abbiamo passato dal rischio di perderti all’urgenza io ti sento ancora dentro di me.
Non hanno ancora tagliato il cordone
Siamo ancora un tutt’uno.
Lo saremo per sempre.
Sei bellissimo amore.
Un pulcino piccolo in una tutina che ti fa sembrare ancora più indifeso.
Le infermiere passeggiano indaffarate nel corridoio.
C’è molto da fare stanotte molti parti, molti ricoveri.
Pensa di questo trambusto me ne rendo conto solo ora che distolgo per un attimo gli occhi da te.
Vorrei che il tuo papà fosse qui, con noi.
Anche lui ha pianto quando ti ha visto.
Già ti ama.
Il suo modo di guardarti stasera quando, per la prima volta, ti ha tenuto tra le sue braccia grandi, parlava per lui, per noi più di quanto le parole stesse non possano dire.
Dormi amore.
Sentiti protetto dalla tua mamma.
Sono qui e ti proteggerò sempre… dopo averti così tanto cercato, aspettavo, voluto.
Inspiegabile perfezione.
E io mi domando cosa di così superiore agli uomini crei una perfezione da lasciare sconcertati, da avvicinare alla Fede, che ti da speranza.
Mi volto ad osservare Laura, la mia compagna di stanza, si è addormentata dopo un ultimo sguardo all’incubatrice.
È piccolo come Alessio.
Un prematuro ma con tanta voglia e forza di crescere.
Mi rivolto verso di te e qualsiasi nome io abbia scelto per te in questo momento lo scordo.Per me ora sei solo AMORE.

7 commenti:

Claudia ha detto...

Ho i brividi...
Parole dolci... delicate... intime.... indimenticabili!

beba ha detto...

Parole che ti auguro presto di pronunciare, sentimenti da provare Claudia.

Silvia - Mamma Imperfetta ha detto...

Ma quanto ho pianto?

beba ha detto...

...perchè sei una mamma cuore sensibile... ti bacio

Chiara ha detto...

Cara Beba...
ti scopro tra le mie lacrime bagnate di commozione...
Grazie per queste emozioni...
Grazie...

Chiara ha detto...

p.s. i tuoi bimbi sono adorabili...
:-)

beba ha detto...

Grazie a te ... per le emozioni che provi...