giovedì 24 dicembre 2009

Mani...




Mani che si strofinano l'una contro l'altra,


malgrado i guanti, a ricercare un po' di tepore.


Visi abbassati nei baveri sollevati di giacche pesanti e sciarpe


ben strette intorno al collo.


Aliti di vapore caldo.


Passi frettolosi,


frenesia,


confusione,


folla e colori.


Ombrelli aperti, nasi in aria, mentre qualche fiocco inizia a cadere.


La città si riempie di luci e di addobbi.


Questo è un periodo che sono tornata ad amare,


come una volta.


Mani a saggiare la consistenza burrosa


della pasta frolla,


a inciderne la superficie liscia .


Mani a giocare con il burro che scivola tra le dita.


Dita a saggiare furtive la glassa e la cioccolata mentre


la mamma è girata e giura che non vede...


Mani profumate di mandarini, chiodi di garofano e cannella.


Mani a rigirare palline colorate,


festoni e lucine rovistando curiose tra scatoloni impolverati.


Mani a stringere coperte calde mentre fuori tutto


si ovatta sotto il manto di neve


e i cuori si stringono per notizie che non vorresti


sentire mai.


Mani strette a darsi coraggio


mentre con gli occhi cerco nei tuoi la paura


e ricevo in cambio un sorriso.


Mentre tu mi mostri come un ricovero possa


apparire agli occhi di un bambino


e al telefono con tuo fratello gli dici che sei al ristorante


perchè ti hanno passato un piatto di pasta....


e strappi a tutti un sorriso.


Mani a scorrere sui tasti di un cellulare


per leggere che l'amica che non senti da tantissimo e pensi


che tu ti sia scordata di lei


segue sul tuo blog


sa del bambino e ti manda un messaggio di incoraggiamento.


Mani a soffiare nasini colanti.


Mani a stringere mani di auguri.


Mani curiose a tastare pacchetti .
Mani emozionate a scartare un pacchetto inatteso...
a sfiorare le pietre che altre mani hanno creato
pensando a te, che arriva dalle pagine di un altro blog
che arriva diretto al cuore.

Mani cucciole e insicure a scrivere la nostra prima letterina.


Mani a scrivere che vi ringrazio tutti


che mi siete stati vicini


che avete chiesto e atteso con me


Che so che attenderete con me ancora


i risultati degli esami.


Mani giunte a pregare


in questa Santa Notte


che regni sempre il sereno nelle nostre case.


Che Dio benedica e protegga i nostri figli,


i loro papà e le loro mamme.


Buon Natale.


Serenità e gioia nei vostri cuori.


Beba.

martedì 1 dicembre 2009

C'era una volta....


C'era una volta un omino di neve.
Abitava in una bella sfera di cristallo.

Era stato la fonte di sorrisi e gioia

per i bambini che avevano abitato

quella casa.

Ma poi, con il passare del tempo,

era diventato un ninnolo dimenticato

nello scatolone delle decorazioni.

Ora, a pochi giorni dal Natale,

era stato di nuovo tirato fuori

e disposto sul tavolino di fronte alla finestra.

L'omino di neve, Jack era il suo nome,

guardava annoiato il mondo fuori.

Era stato bello felice un tempo ma ora..

Ora il suo unico desiderio era uscire.
"Io voglio uscire fuori...." continuava a dire.

Tornare a sorridere per aver suscitato un gridolino di gioia,

di sorpresa, quando la sfera tra le dita di un bambino

avrebbe scaturito una tempesta di neve.

Ma le uniche mani che l'avevano preso, spolverato

e posizionato sul tavolino erano quelle grinzose della signora

Claudine.

I suoi occhi si erano posati malinconici e frettolosi

su Jack.

Troppi ricordi, troppa tristezza.

Troppa solitudine.

Claudine si alzò dalla sedia a dondolo a fatica

quando sentì suonare alla porta.

Non aspettava nessuno.

Non desiderava vedere nessuno.

Si trovò di fronte una bimba dai riccioli biondi

e dagli occhi verde smeraldo la cui bellezza non andava ricercata

lontano.

La donna che la accompagnava era di altrettanta beltà.

"Siamo i nuovi vicini" le dissero con un sorriso.

La curiosità della bimba la spinse a curiosare un po'

all'interno dell'appartamento dell'anziana signora.

Sfiorò i tasti, impolverati e induriti, del vecchio pianoforte

che risuonò un malinconico e stonato motivetto.

Poi la bimba afferrò la sfera di cristallo

e le parve che il buffo e grassoccio omino di neve

al suo interno le sorridesse.

"Puoi tenerla se vuoi..." le disse Claudine addolcendo

il suo viso grinzo.

Qualcosa le diceva che quello sarebbe stato un Natale diverso....
Era un altro di quei piccoli miracoli di Natale.


O forse, solo il miracolo che un sorriso,

una visita e un cuore che si scioglie un po',

come un fiocco di neve tra le mani calde.

Questa è la mia favola di Natale

Il mio modo di sperare nel nostro Miracolo di Natale.




lunedì 23 novembre 2009

omino Babbo Natale





Oggi tornati dall'ospedale,
un po' per non pensare,
dopo essere passati a comprare due pigiamini
e due cambi completi per il ricovero dei prossimi giorni
ci siamo messi a creare.

Come il pupazzo di neve dell'anno scorso
anche questo addobberà la nostra casa.





giovedì 19 novembre 2009

Omino di neve...








Il nostro omino di neve vestito a festa
un po' glitter
e le nostre cornici quasi finite...
la foto sorridente dentro c'è...

martedì 17 novembre 2009

Angioletto di Natale



E' bastato un abbassalingua, si proprio quello
temuto dai nostri figli quando li visita il pediatra
( e a dirla tutta odiatissimo anche da me)
un po' di colla a caldo, un tappo di sughero color
nocciola, un tocco di color oro e qualche modifica
ad un tulle di una bomboniera
(non me ne abbiano gli sposi...)
a creare una suggestiva atmosfera natalizia
nel nostro pomeriggio di oggi.
Il nostro angioletto può essere appeso all'albero o
addobbare la casa e poi, passato il natale...
perchè non diventare un utile segnalibro?


sabato 14 novembre 2009

Omino biscotto, nuove creazioni e vecchi ricordi...








Nel nostro cercare di occupare il tempo
in questi giorni abbiamo rispolverato
un vecchio scatolone di mie vecchie creazioni.
Appassionata di dolls house mi ero lanciata nella
creazione di piccoli ambienti,
riciclando ciò che avevo in casa.
Ritrovare quelle cose fatte da me,
accantonate dopo la nascita dei bambini,
mi ha fatto tornare la voglia di creare.

In questa settimana abbiamo ricevuto
delle brutte notizie,
pare ci vogliano anni prima di risolvere
questa situazione,
ma io aspetto ancora
la visita con lo specialista che avremo giorno 23.

Alessio, tra una tosse e l'altra, ha realizzato due belle
cornicette di pasta che poi abbiamo colorato con l'acrilico oro
e che pensiamo di regalare ad una zietta per Natale.



E oggi, avendo scoperto che cucire mi rilassa,
saltato il pomeriggio che avevamo programmato per impastare
biscotti e pizza,
mentre i bambini dormivano, mi è venuta voglia di realizzare
il mio omino biscotto
... che, forse, è un po' troppo "cotto" (ah ah ah)
ma avevo solo quel colore di pannolenci.

mercoledì 4 novembre 2009

Mattoncini


Sera.

Un occhio furtivo alla televisione e uno ai bambini
seduti accanto a me sul divano

che stanno costruendo con i mattoncini.

Scene quotidiane.

Ci si contende lo stesso mattoncino.

"Andrea dammelo che ti costruisco un casteNdo"

"No"

"Andrea dai il mattoncino ad Alessio che costruisce ...."

Alessio gli ruba il mattoncino, urla

"Non bisticciateeeeeee"

convincimento.

Finalmente tornano a giocare insieme

("fino alla prossima..." mi dico io)

"Allora Andrea adesso costruiamo....

una mamma"

"Si".

Attimo di silenzio

il mio sguardo si posa su di lui intento a riflettere.

"Mamma come si fa una mamma?"

"Con i mattoncini amore non lo so..."

Poi rivolto al fratello

"Allora inanzitutto bisogna fare IL SORRISO...."

....
Grazie.

lunedì 2 novembre 2009

pallina, pannolenci e fantasia




Ed ecco il mio secondo lavoretto finito.


E' venuto sin meglio di quanto io stessa mi aspettassi.


Parola d'ordine: riciclo e fantasia.


Ed ecco i passaggi ed il risultato.


Sono partita da una base di due parti superiori


dei profumatori per armadio,
colla, ago e filo,
un po' di colla a caldo per fissare la passamaneria finale
(che a dirla tutta è un bordo di un vecchio tovagliolo)

un po' di pannolenci,

qualche perlina e tanta creatività.

venerdì 30 ottobre 2009

Porta...tutto ... natalizio







Ok, forse è un po' presto

Forse stare a casa in quarantena mi sta portando a una strana metamorfosi

che mi trasforma in una creativmommy

(MammaFelice e Beta... tremate ...)

forse perchè spero che questo progetto partendo

da una bottiglia di succo di frutta,

destinata alla spazzatura,

possa far parte dell'idea di Beta e Katia

che potete leggere qui.

Ecco a voi il mio lavoretto finito.

Può essere un grazioso portapenne natalizio

oppure coprire il vaso di una piantina grassa o

una piccola stella di Natale

o essere riempito di cioccolatini.

Mi piaceva l'idea di dare al fondo questo aspetto

a "sacco di babbo natale"

nulla di eccezzionale... ma il risultato mi soddisfa.


E un altra creazione sta per prendere forma.

Riciclando i coperchietti dei profumatori per armadio

un po' di stoffa, un cordoncino....
Sto iniziando a divertirmi...



martedì 27 ottobre 2009

...Strello




Eccolo il mio pipi...

e ... a chi dice che non è carino

niente dolcetti...

( vi prego mentite...)

Però i bambini si sono divertiti a collaborare

nella sua creazione.

Halloween



E' vero
lo sconforto non deve prendersi del tutto
la nostra vita.
In fondo tutto ancora può essere.
In fondo, magra consolazione,
non è il peggiore dei mali.
In fondo un bambino non può essere vittima
del suo stato di malessere.
E allora impegnamo le nostre energie,
lasciamo largo alla fantasia
ai materiali che troviamo in casa
e impegnamo il tempo.
E allora approfittiamo della festività di Halloween in arrivo
che, nonostante non faccia parte della nostra cultura,
sta entrando sempre di più in quella della generazione dei
nostri figli.

Ed ecco il nostro lavoretto di ieri.

Ricavato dal cartone della scatola dei biscotti del mattino
disegno libero ( e arrangiato) della mamma.



Ed ecco il lavoro finito ad asciugarsi


E ora vi sfido.
Chi è Alessio?
E chi Andrea?
Vi facciamo paura???






lunedì 26 ottobre 2009

tristezza...




In questi giorni ho una immensa tristezza addosso.

Normale.

Visto che dopo mesi di malattia, di farmaci, di notti insonni,

di nessun segnale di miglioramento,

le analisi del sangue hanno dato la loro sentenza.

Ipogammaglobulinemia

si chiama così.

Una condizione fisica che non conoscevo.

Una condizione che ora è entrata a far parte della

mia famiglia, di mio figlio.

Una condizione che cambia la mia visione delle cose.

La nuova influenza?

Beh, dicevo fino a poco tempo fa, verrà affrontata dai miei

figli come una normale influenza, da individui sani

e passerà in barba all'ingigantire dei mass media.

Ora mi fa paura.

Paura perchè mio figlio non ha la condizione fisica

di far fronte a un eventuale contatto con il patogeno.

Ipogammaglobulinemia

è la riduzione nel sangue delle gammaglobuline.

Queste rappresentano gli anticorpi cioè la difesa del nostro

organismo contro i microrganismi patogeni

siano batteri o virus.

La causa molto probabilmente è genetica.

Le probabilità cui ci hanno messo di fronte sono che

possa essere una forma reversibile infantile

ma anche irreversibile.

E questo mi terrorizza.

La pediatra ci ha consigliato di tenerlo lontano da

ogni fonte possibile di contagio.

Ci ha dato il veto assoluto per la materna

calderone di malattie infettive

che potrebbero essere pericolose, in questo momento,

per Alessio.

I miei pensieri vanno oltre...

io lavoro in un ospedale...

potrei divenire un veicolo....


Abbiamo tre mesi di terapie da affrontare,

tre mesi di preghiere e attesa

lacerante.


Non è questo che sognavo.

Sognavo mio figlio all'uscita da scuola

con un disegno in mano,

con il nasino ad annusare il forno a rugnare per la focaccia,

sognavo un ruolo nella recita di Natale,

piccoli litigi con gli amichetti,

giornate fuori con il naso gelato a rifugiarci in un bar per

una cioccolata calda

a sorridere per i baffetti sporchi.

Sognavo,

voglio sognare ancora.

Per ora piango un po'.

mercoledì 21 ottobre 2009

blog candy e premi

Molti di voi conoscono già tre bimbi in tre anni

mamma blogger super impegnata.

Per chi non la conosce ci terrei a segnalare il suo nuovo sito

pane burro e zucchero (la merenda a domicilio).

E come notate qui a fianco è in corso un blog candy per festeggiare

la novità.

Un blog-candy goloso e simpatico per halloween.

Ma sbrigatevi c'è tempo solo fino al 25 ottobre!

A proposito di premi.

Vorrei ringraziare Beta ed Extramamma per avermi

nominata e francobollata come blog da sbirciare...





Le regole del gioco prevedono di nominare il blog che ti


ha consegnato il francobollo,

passarlo ad altri 10 amici e chiedere loro di pubblicare le regole

affinchè il francobollo passi ad altri e si conoscano nuovi blog.

Io vorrei consegnarlo a :

Caia che le lezioni di mammità le fa lei a noi con i suoi deliziosi post
a Bemz che aspetta Viola e ci regala emozioni e confidenze dei suoi stati d'animo
a un blog lanoso... di una pecorella in crescita Sheireh
a Mammanatura che sta soffrendo tanto senza la sua macchina fotografica ( ah ah ah ti prego ridi...)
a Chiara che ci consiglia come viaggiare con i bambini fornendo tutte le indicazioni e le foto dei suoi viaggetti a misura di famiglia.
a Elisa che ci incanta con le sue foto piccole meravigliose perle della sua città e non solo...
a Federica che unisce i sentimenti dei suoi post all'abilità delle sue creazioni
a NonnaAnna e le sue favole meravigliose
a Yaya e le sue patacroccole che le hanno cambiato la vita
e a Rosita mammacreativa

Uff difficile scegliere tra dieci blog...

art gallery














Ci sono delle volte...
che lascio che le immagini sul mio blog
parlino al posto delle parole.
Ci sono dei periodi di assenza
in cui riscopri che le mamme
"le smielose blog mamme" come a volte veniamo definite
ti sono venute a cercare,
hanno chiesto notizie dei tuoi figli,
hanno mostrato vero interesse,
hanno cercato canali alternativi per avere notizie.
In questo mio post
ritorno dopo un periodo stancante
con i bimbi malati.
E torno con un trionfo di colori.
Con la nostra "gallery" degli artisti
che oggi, tra le nubi e la pioggia, ha riempito di colore la mia casa.
Domani avremo i risultati delle analisi di Alessio.
Abbiamo avuto dei momenti di tensione e preoccupazione.
Ancora non ne siamo del tutto fuori.
Ma voglio tornare a sorridere un po'.
Voglio entrare nella mia cucina
e strizzare un po' gli occhi per quel trionfo di colore
che è diventato il muro.
Come il sole quando apri le finestre d'estate.

giovedì 1 ottobre 2009

Katy and the cat









Nel poco tempo che mi concedono i bimbi per scrivere sul mio blog



non posso non segnalare di nuovo un altro giveaway di Katy and the cat



alias Snezana.


Ho già parlato dei suoi splendidi disegni qui.


E, nuovamente, vi invito a sbirciare in quel calderone di creatività.

Buona fortuna a tutte quelle che parteciperanno...

e a me!

martedì 15 settembre 2009

Arrivederci...



E così debbo dirti arrivederci?

Arrivederci.

Mentre i miei piedi saltano già una
pozzanghera e le foglie secche scricchiolano sotto le scarpe,
passi svelti, contro il vento che si sta facendo pungente.

Arrivederci.
Mentre si alzano i baveri delle giacche
e la sera ci si arrotola sotto il trapuntino.
Arrivederci mentre già i nasini colano un po'
le prime febbri e la prima tosse fanno sussultare piccoli corpicini
mentre fuori fa buio prima e
il cielo, che si ingrigisce, mi fa temere un lungo inverno.
Ti attenderò estate.
Attenderò le tue giornate luminose,
i calzoncini corti
i gelati da mangiare in fretta prima che colino
lungo il cono, le passeggiate fuori fino a tardi,
il sudore che ti imperla la fronte, il calore del sole
sulla pelle.
Benvenuto autunno allora ti dico
con le tue pioggie non mi rattristare,
portami i tuoi colori in dono
con le foglie rosse e gialle che danzano verso il terreno.
Portami il rumore della pioggia contro i vetri,
cantico di nuvole pesanti.
Portami messer inverno e i suoi silenzi,
calzini di lana e sciarpe calde,
caloriferi accesi e le luci di natale.

Io ...
ho già appuntamento con
madama primavera.

lunedì 14 settembre 2009

Ti devo.....

Posted by Picasa
Le bandierine colorate sono ancora lì.
Resistono al vento,
subiscono la pioggia che sta scendendo da ore.
Ma d'altra parte non ho avuto il tempo di toglierle.
Non ho avuto la voglia di toglierle.
Le guardo con tristezza.
Non hanno il sapore di festa.
I palloncini si sono sgonfiati e sporcati.
Sulla tavola c'è ancora la tovaglia di Cars.
Voi non avete neppure visto come abbiamo allestito il terrazzoper la festa.
E, in fondo, mi sento che ancora ve la devo questa festa.
Questa festa così attesa, così programmata,
così velocemente annullata.
Anche se c'è stato il taglio della torta e tu, buffo,
che ti impiastravi le mani e la faccia con la panna
facendoci sorridere un po'.
Ma la nostra attenzione era a tuo fratello.
Troppo alta quella febbre.
Troppo forte quella tosse.
Ti devo una merenda con i tuoi amichetti Andrea
un pomeriggio di giochi, un po' di protagonismo
solo tuo.
Ora però guarite presto...

mercoledì 9 settembre 2009

Sai...


Sai, quasi duenne,


cosa non sopporto di te?


Che urli urli dalla mattina alla sera.


Quegli urli striduli che ti penetrano la mente.
Sai cosa non mi piace di te?

Che scappi per la strada e non dai la mano,

che pesti i piedi a terra,

che sputi, e mordi e picchi.

Ma da chi le hai imparate poi queste cose?


Sai cosa penso di te?
Che sei testardo, caparbio e cocciuto

ma, questo, ti porterà lontano.


Sai cosa mi fa impazzire di te?

Che ne combini una e poi un altra e

te la ridi sotto i baffi.

Sai cosa ho ricordato di te?

Che quando sei nato ero tanto presa

dal pensiero di tuo fratello a casa con i nonni

che tu una lettera d'amore non ce l'hai....

Sai cosa mi piace di te?

Quando accarezzi Alessio addormentato

e ti porti il ditino al naso intimandoci di stare zitti

e lo baci tutto.

Sai cosa mi fa ridere di te?

Quando all'improvviso a squarciagola,

anche in mezzo alla strada,

improvvisi le tue canzoncine stonacchiate.

Sai cosa è dolcissimo di te?

Quel tuo modo di correre,

con le gambine cicce che si sfiorano un po',

ad abbracciarmi stretta

per poi sfiorarmi le labbra con le tue.

Sai cosa penso sul serio?

Che non basterebbero cento lettere d'amore

per dirti cosa amo di te.

Tra due giorni saranno due anni

che la mia vita è ricca.

Ricca di te.

lunedì 7 settembre 2009

inserimento... ci vuole tempo...


Lo sappiamo.



Tu non sei di quei bambini che va a scuola saltellando di gioia



anche se poi,



una volta dentro,



ci stai bene.






Lo sappiamo.



Io non sono una di quelle mamme che giustifica il tuo pianto



come attaccamento.



E, di sicuro, sbaglio.



Ma mi piacerebbe vederti fuori



come SO che tu sei.






Quella tua debolezza,



spesso,



indebolisce anche me.






Però so che fa parte di te.



Una meravigliosa parte



perchè...



è proprio quella tua sensibilità



a renderti, speciale, come sei.






Lo sappiamo che...



quell'altro asilo proprio non faceva per Noi.



Ora qui, di certo,



siamo entrambe più sereni



e, questo, vuol dire tanto.






Le maestre si sono stupite del tuo attaccamento con



tuo fratello Andrea.



Hanno subito capito senza che io parlassi che, tu, geloso



non lo sei stato mai, che c'è un rapporto stretto tra di voi



che non ti fa soffrire vederlo andare via ma,



piuttosto, restare senza di lui.






Lo sappiamo che...



che io non sono una mamma che si fa vedere piangere.



Ma quel grembiulino immacolato



dal quale spuntavano quei due stecchini di gambette



ancora un po' abbronzate...



beh ha fatto cedere anche me.


E io lo so, che come ogni cosa con te

basterà lasciarti il tuo tempo

e mi stupirai.


Attendo.



lunedì 17 agosto 2009

Vorrei...



















Le saracinesche dei negozi sono abbassate,
in giro poche persone,

un rivolo di sudore percorre la mia fronte.

Accanto a me una signora dal vestito sgrargiante,

così colorato da voler camuffare l'età della sua indossatrice
richiamando su quell'arcobaleno l'occhio del passante,

si sventola con un ventaglio di legno intarsiato.

Lo sguardo fuori dal finestrino

ad osservare questa estate che,
per me, sta volgendo al termine.

Penso al blog.

Sono passata silenziosamente a leggere.
Dopo una settimana passata con un sorriso di circostanza stampato sulla faccia,

con una maschera, calcatamente pagliaccia a volte,
che non annebbiasse le giornate dei miei figli
con poca voglia di discutere e tanta carne al fuoco da affrontare.

Rannicchiata nella notte accanto ai loro corpi nel mio letto

sobbalzante tra i singhiozzi,

nel silenzio dell'oscurità.

Dopo una settimana in cui cercavo scorciatoie per terminare la giornata

il più in fretta possibile
combattendo con il lento scorrere delle lancette.

Dopo una settimana che tutto sembrava
più difficile di quello che era,

comprese le emozioni.
finalmente ora mi sento di poter tornare a voi.
Voi che non mi avete lasciata mai.

Questo blog nasce come un contenitore

un traboccante "Vaso di Pandora"
da scoperchiare nei miei attimi di esplosione,

di implosione.

Ma mai credevo di trovare così tante mani pronte a contenere

tutto il mio vaso,
così complicato a volte.

E invece eccomi qui.

A leggere i vostri commenti, la vostra preoccupazione per me...

siete una miniera.

Una miniera preziosa in questo Mondo che a volte ci mette contro

anche le persone della propria famiglia.

Sto costruendo un muro che non mi scalfisca più il cuore,

che non rechi dolore ai miei figli, che non provochi ferite nella

famiglia che ho deciso di vivermi.

In tutto questo mio proteggermi ci siete voi che,
come una carezza sulla fronte,
tornate a chiedermi come sto.

E vuol dire tanto.

Io vorrei correre ad abbracciarvi uno ad uno.

Per intanto vi dico grazie.

Grazie in questa nuova settimana

che si è aperta con uno spiraglio di luce.

Una speranza in cui non credevamo più,

un nuovo arrivo che non sarà senza difficoltà,
una luce che si chiama nuova vita.

Una nuova vita che mi chiamerà zia.....

una speranza che mi riempie il cuore...

che ancora misura, boh,

forse solo qualche millimetro ma che già

sento di amare tantissimo.

mercoledì 5 agosto 2009

Momenti bui




Ci sono dei momenti che i fantasmi del passato tornano

a distruggere la serenità che hai creato

ci sono dei momenti che l'unica cosa che vorresti,

ma che non fai,

è piangere.

Ci sono dei momenti che ti consoli dei bei attimi

appena trascorsi per affrontare

il buio, la cattiveria che non ha limite, che non ha rispetto e umanità.

Ci sono attimi in cui ti accorgi quanto ami tua madre

e che faresti tutto per lei

e che ti auguri, in cuor tuo,

che i tuoi figli ricevano da te

almeno la metà dell'amore che lei ha dato a te.
Per fortuna hai i figli...
per fortuna hai loro.
E sei tu che ti rifugi in loro.

Ci sono dei momenti che magari ti allontani da tutto

che non vuoi parlare

che lanci un segnale

che anche un silenzio può

colmare.

Passerà.

giovedì 23 luglio 2009

26/07/2005..........






Sono le 22.30

Papà è sul divano e guarda, distrattamente, la tv mentre parliamo.

Io sto "bisticciando" con il computer.

"Lo so che è vecchiotto però fino a ieri sera questo programma andava.... "
boffonchio lagnosamente tocchignando le prese USB.

Fa caldo è un luglio afoso sono molto sudata

il ventilatore, seppur al massimo, smuove appena l'aria.

Ho bisogno di andare a fare la pipì

"no, guarda mollo tutto e andiamo non ce la faccio più..."

Ed è così che non arrivo neppure in bagno

sento scorrere liquido tra le mie gambe, caldo, abbondante,
scuro.
Questo mi preoccupa ma decido di non dire nulla a Sandro.

"Non nascerà se non tra altre due settimane"
aveva detto, solo il giorno prima, il ginecologo.

C'è poco liquido amniotico e il bambino è piccolino.

Mi risuonano nelle orecchie le sue parole mentre vedo

mio marito agitarsi per tutta la casa, inconcludente,

correre a prendere l'auto ma scordare le chiavi...

sembra una scena di un film comico.

Nel mentre provo a lavarmi e, di nuovo, vedo quel liquido scuro.

Taccio per il breve tragitto che ci conduce al reparto

poi, dinnanzi all'ostetrica, mio marito impallidisce

"C'è un problema" mi sente affermare.

Il liquido è meconiato e subito temo la sofferenza del bambino

memore delle parole del ginecologo.

Ce ne stiamo una notte io, te e papà in sala parto sotto monitoraggio

mentre mi contorco dal dolore ma, a detta loro, non si tratta di contrazioni.

Come stai piccolino mio? Continuo a chiedermelo.

E un attimo prima ho caldo e un attimo dopo batto i denti dal freddo.

E' mattina.
Le 10.30 della mattina per la precisione.

Il mio ginecologo ha la faccia seria, scura... e non è da lui

ti ricordi tutte le battute durante le visite di questi nove mesi di vita insieme?

"C'è molto rischio per il bamb..."

"Portatemi in sala"
non lo faccio terminare il tono fermo, deciso.

"... e anche per te..." continua lui.

Lo sento.

Lo sento che qualcosa non sta andando come doveva

Ma ce la facciamo vero?

Ce la facciamo io e te.

Scoppio a piangere e il mio corpo è scosso da tremiti.

E' una reazione nervosa a un imprevisto inatteso.

Da quel momento gli attimi che ci separano sono brevissimi.

In poco siamo in sala guancia a guancia
e tu, che urlavi disperato, ora che ti parlo ti sei zittito.
Ti portano via.
L'apagar all'inizio non andava bene l'ho sentito e
sei piccolo per l'età gestazionale.
Ora sei giù in incubatrice.

Avevi due giri di cordone intorno al collo e un giro "a zaino" sotto le ascelle.

Ecco perchè ogni contrazione, che avvertivo io,
non era comunque efficace per la tua discesa

il cordone ti tirava nuovamente su.

Una sorta di bunking jumping ...

Esco e papà e nonna sono lì "L'avete visto?"

annuiscono hanno gli occhi gonfi di lacrime

In ascensore piango
"Scusa ma ... è bellissimo..." dico al barelliere
tra i singhiozzi.
La tensione si è sciolta.
Ti portano da me alle cinque possiamo tenerti un po' in stanza
prima di tornare in nursery
poco,

troppo poco, per me che ti ho tenuto dentro fino ad allora

La sera sono già in piedi nonostante i punti del cesareo tirino un po'.
C'è inesperienza.
E non capisco perchè tutte le volte che ti portano da me

al contrario degli altri bimbi che si attaccano, famelici,
ai seni tu dorma e io non riesco a svegliarti.

E' come se tu fossi già sazio, appagato o stanco.

Sei entrambe le cose.
E sei sempre vomitato quando vieni da me.

Un vomito arancione giallastro, appicicoso.

Temo che possa essere liquido amniotico che tu hai ingerito.

Ma scoprirò più tardi di che si tratta quando, con un seno dolorante e caldo,
(dato in pasto non alla tua boccuccia bensì a un tiralatte meccanico)

vengo a sapere che ti sazi di prelat una sorta di colostro artificiale
calma bambini che ti danno la notte.
Tu continui a non attaccarti.
Dormi.
Perdi peso.
Sei nato sui 2800 e ora non sei neppure 2 chili.

Mi impongo che non ti sia dato più nulla, ti tengo in stanza

iniziamo, con fatica, l'attacco al seno e qualcosina prendi.
Sono felice
ti porto a casa

ci hanno già trattenuto oltre il tempo solito.
Ma tu piangi tanto.
Più hai fame più ti inarchi e piangi e io non capisco

non capisco e piango.

Provo tutte le posizioni, incolpo i capezzoli un po' rientranti,
le ragadi che mi fanno male e che irrigidiscono il corpo
tutte le volte che ti avvicino al seno.

Tu piangi, piangi e crolli stanco.
Cedo.
Il mio corpo cede mentre piangi, piango.

Non l'avevo messo in preventivo
e il fallimento è amplificato dagli ormoni del post parto.
Un senso di inadeguatezza e sconforto mi assale

per farti crescere cedo al biberon di latte artificiale.

Nel mentre ai controlli viene fuori che hai una fortissima forma di anemia

e mentre ti sottopongono a prelievi continui io, che le vene le buco tutti i giorni,
mi sento morire nel vederti passare tutto ciò.
Inizia una lunga terapia.

Ma la storia dopo poco si ripete e tu piangi, ti inarchi
hai fame ma rifiuti,
mangi e butti a getto.

A quel punto si capisce.
Soffri di reflusso gastroesofageo.

E inizia il calvario del latte antirigurgito,

di discussioni con la pediatra, di marche, qualità e tipi,

di notti e giorni sempre in piedi, di gettate improvvise di latte.

Ah l'odore di quel latte cagliato... terribile lo ricorderò per sempre.

Tutto sommato cresci e questo ci rasserena non poco.

Ci abbiamo messo un anno prima di diradare gli episodi del reflusso

anche se, ancora adesso , capita ogni tanto.

Tu.

Tu che " E va beh se non salutavano sono due donne e possono"
( cavaliere gentiluomo)

tu che" puoi fare le scureggine perchè sei un maschio"
( già qui la cavalleria è andata persa...)

Tu che ogni cosa me la dici con una canzoncina e sei la mia cinciallegra

Tu che, lo so, ... sono severa ma lo faccio per te...

Tu che tuo fratello è il tuo "cuore mio, anima mia"

però hai capito come fargli i dispetti e ogni tanto torneresti volentieri figlio unico...

Tu che a volte hai paura e ti fai bloccare dalle sciocchezze,

tu che non vuoi ripetere le parole in modo corretto poi ti arrabbi se non ti capisco ancora

Tu che sei il mio fidanzato ufficiale

e sei tu che dai amore e coccole a me.

Tu che ti senti grande e mi rispondi a tono
Tu che non hai più tre anni e mezzo

Tu che chissà se hai dei ricordi, delle sensazioni, di me

Io che scrivo questo e mi tocco la pancia...
Io che vorrei renderti merito di quello che sei
che non ho trovato una balena toy da poter tenere nell'acquario ma
che ti sto preparando una bella festa e dei regali del tuo eroe tarzan
io....

che mi limito a dirti....

BUON COMPLEANNO AMORE...

26/07/2005 .. una data tatuata nel cuore

mercoledì 15 luglio 2009

Parco Gallorose







Sempre una parentesi delle mie vacanze
ma della quale vorrei parlarvi come
"post di informazione e consiglio"
più che come racconto.




"Situato nelle campagne vicino a Cecina Il Parco Gallorose, inaugurato nel giugno 2001, modificato ed ampliato nel corso del 2006, è divenuto un centro faunistico, ma, rimane ancora, un'azienda agricola a tutti gli effetti ove si allevano animali esotici e di fattoria con grande interesse per lo sviluppo delle razze autoctone toscane: somari amiatini, pecore pomarancine, cavallino di Monterufoli, mucca pisana, maiali di cinta senese.



In una superficie di circa 50.000 mq. di terreno - con 3,4 km di percorso attrezzato e segnalato - si possono vedere, ascoltare, osservare nei comportamenti ben 180 razze di animali: dalla gallina livornese alla zebra, dalle vacche maremmane ai cobi, dai pappagalli ara agli struzzi, scimmie, gnu, canguri, coati, lemuri, gru, cammelli, buoi dei Watussi, casuario, tucani e molti altri animali che in questa zona dal clima mite per la vicinanza dal mare (2 km), vivono in piena tranquillità ed in piacevole compagnia di specie che qui hanno sempre abitato.




La flora del parco (14.000 piante) è varia: moltissime specie mediterranee e di tante altre aree geografiche.

Caratteristici sono i vecchi attrezzi con cui si svolgevano vari mestieri, che si possono vedere percorrendo le strade dell'azienda."




All'interno del parco punti di sosta, di ristoro e area giochi per i bambini.


"L'aneddoto della nascita del parco è simpatico, ma anche degno di riflessione.


Un giorno, lungo la strada che costeggia i recinti della fattoria, si fermò un'auto di passaggio


ed un bambino, scendendo e vedendo un asino, esclamò con stupore: "Papà guarda... una zebra!".


Per caso lo udì, il proprietario che, con stupore ed incredulità, pensò che poteva realizzare qualcosa per far conoscere ai giovani l'affascinante mondo degli animali con cui lui e la sua famiglia viveva e che da sempre amava."



Orari di apertura:
dal 1° marzo al 31 ottobre TUTTI I GIORNI dalle ore 9,30 al tramonto
dal 1° novembre al 28/29 febbraio PREFESTIVI e FESTIVI dalle ore 10,00 al tramonto

dal 24 dicembre al 06 gennaio TUTTI I GIORNI dalle ore 10,00 al tramonto.


(Informazioni copiate dalla brochure informativa e dall'home page del Parco)