martedì 27 gennaio 2009

IN UNA VECCHIA CANTINA



In una vecchia cantina giaciono i ricordi della mia infanzia
sono tutti, gelosamente, custoditi tra gli spazi di quelle mura come un forziere dei tesori.
Entrare in quel cantuccio umido mi porta indietro negli anni
tra i colori, i suoni e gli odori del tempo della beatitudine.
Ho avuto una fortuna
godere del tempo della spensieratezza a lungo.
Restare bambina,
per tutto il tempo che ho voluto,
senza dovermi voltare indietro un giorno e scoprire di non aver goduto appieno del periodo più bello.
Quello che ricordo di me,
quello che mi raccontano i miei oggetti,
è che ho sempre usato la fantasia
dal nulla creavo dei giochi che duravano ore,
giorni a volte
poichè vinta dalla stanchezza li riprendevo il giorno dopo,
li continuavo
li completavo.
Il merito della felicità della mia infanzia va a mia madre.
mia madre che mi sembrava così severa a quel tempo
mia madre di cui ora ricalco i passi.
Sono entrata in quella cantina giorni fa.
ho sfiorato con mano tremula la mia giostrina delle api
è stata sulla mia culla
ha ninnato i miei sonni.
Ci sono i miei quaderni delle elementari
custoditi con cura dentro la cartella rigida
con cui andavo a scuola.
Viola con dei fiorelloni enormi,
orrenda.
Odiavo quella cartella
pregavo sempre si rompesse
ironia della sorte....
è ancora lì integra e sgargiante nei suoi colori
ignara del logorio del tempo che passa, della polvere, dell'umido.
le mie dita si posano su una macchinina a pedali
una macchinina blu della polizia
ultimo regalo di una nonna che non ho vissuto,
di una nonna, madre, che avrei voluto ma che la morte ha strappato prematuramente alla vita.
su quella macchinina a pedali si siede mio figlio
è come vedere me stessa
questa volta però ci sono gli occhi orgogliosi di una nonna a guardarlo
e hanno lo stesso taglio della donna che non c'è più
hanno la stessa luce, intensa.
in quella cantina ci sono tre età
quella che fu, quella che è e quella che verrà
che si prendono a braccetto
rispolverando vecchi oggetti che riprendono vita.
e, ora che la guardo bene,
forse quella cartella non è così orribile come sembra.
come direbbero oggi?
è vintage.

Nessun commento: