martedì 27 gennaio 2009

COSLEEPING DE NOI ALTRI



Ovvero come si dorme in casa mia…
cronache di una notte di questi giorni.

Mi infilo, silenziosa, nel lettone.
Ormai sono quasi le due di notte
Alessio dorme
E nel sonno assume la mia stessa identica posizione
Rannicchiato su un fianco a bordo letto
Nel centro il lettone è quindi vuoto
Chi è che diceva che dormendo insieme gli spazi si riducono?
Ah ah ah
Bisognerebbe solo convincere il papy a dormire nel mezzo!
Ah il papy…
Ecco chi era ad asserire a gran voce “NEL LETTONE MAI!”
snocciolando a seguire una serie infinita di valide motivazioni
che partivano dalla perdita dell’intimità, ai vizi per finire alla scomodità …”anche del bambino stesso eh?”
Mentre tu, che non aspetti altro l’attimo in cui finirà di parlare, guardandolo dal basso in alto dopo aver asserito silenziosa a tutto quel proferire di “motivazioni validissime”
te ne esci, serafica, con un
“per concludere rivelando al bambino che il papy che non lo vuole nel lettone è lo stesso che ha dormito con la sua mamma e il suo papà fino…”
ti interrompi, pensosa, in una mossa studiata
“ fino a che età Sandro?” chiedi interrogativa
mentre un sorriso sornione ti nasce nel cuore alla sua bofonchiante risposta, tutto indaffarato a trafficare in un nulla che pare interessarlo piuttosto che alzare lo sguardo
“ Che vuol dire quelli erano altri tempi… si era in tanti…”
Non replichi tanto sai...
Sai di aver trovato la chiave
La chiave che ha forzato un po’ la serratura.
E' iniziato così il coo-sleeping de noi altri.
E ti ritrovi lo stesso papy, prima ostico, a promuovere gli effetti positivi del dormire insieme
nelle serate tra amici e vorresti sorridere mentre senti ripetere le stesse parole che proclamavi tu
“vuoi mettere la sicurezza che trasmetti ai bambini?”
E ti ritrovi lo stesso papy ogni sera a infilare i tuoi figli nel vostro letto.
Ma torniamo a questa serata.
E così, dicevo, mi rimetto a dormire…
O almeno, ci provo.
Sono le due.
Ho dormito pochissimo attardata fino a mezzanotte al computer per fatica a prendere sonno.
Ma mi aspetta una giornata di lavoro e sarà meglio chiudere gli occhi.
Nel pieno del primo sonno sento Sandro chiamarmi a gran voce.
Ha bisogno di una mano
Andrea ha vomitato, di nuovo, tutto il lettino.
Faccio fatica a collegare la frase udita al cervello, indugio ancora un attimo,
rigirandomi dalla parte opposta.
Poi ci penso e, come se l’avessi sentita solo in quell’istante, balzo giù dal letto.
C’è poco da fare… mi ripeto rigirando tra le mani il cuscino zuppo.
Smonto tutto il letto.
Paracolpi, piumone… nulla si è salvato.
E pensare che lo avevo cambiato tutto la mattina stessa mi lamento tra me e me.
Tempo di cambiare il letto, il bimbo e il pigiama il marito ed ecco che…………
Altra vomitata a seguire.
Ne usciremo da questa influenza virale?
Era meglio non porsi questa domanda.
Tempo di posare la testa sul cuscino,
percepire gli occhi socchiudersi al sonno che sopraggiunge,
che la vocina sottile di Alessio mi richiama di nuovo alla veglia.
“Mamma…. mi sono fatto la cacca addosso...”
questa volta balzo in piedi immediatamente,
accendo la luce, accorro da lui
e consolo le lacrime che, quell’umiliante incidente, stanno facendo scorrere sul musino del mio bimbo.
Coccolato e tranquillizzato,
Cambiato e pulito
mi stringo il mio piccolo uomo.
Mio marito ninna Andrea che sembra, finalmente, aver trovato pace.
Arriverà nel lettone
o forsearriveranno insieme.

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