martedì 27 gennaio 2009

LA MANO DELL'AMORE

Pochi giorni fa
mi trovavo a confrontarmi con altre donne
su quale sia il significato di "essere una buona madre".
Domanda che, credo,
ci siamo poste tutte, prima o dopo.
Per quanto riguarda il mio metro di giudizio,
severa e
troppo ambiziosa del perfezionismo
sono ben lontana dal mio modello di madre"perfetta"
e questo lo dico in piena sincerità.
Mi sono soffermata a pensare e
un immagine si è posta ai miei occhi.
Un immagine che, quotidianamente, ogni giorno mi si pone dinnanzi.
Ci sono piedini di bimbo che muovono i primi passi,
incerti,
goffi.
E c'è la sicurezza
la sicurezza di questo bimbo di sapere che la mamma è lì vicino
pronta ad afferrare la sua mano se barcolla,
nell'incertezza dei primi passi,
pronta a sollevare il sederino da una bottarella sul pavimento
o togliere la terra dai pantaloni,
asciugare una lacrima con un sorriso e un bacio per dirti,
di nuovo,
ora va.
E tirarlo di nuovo su
e mollarlo nuovamente
per spronare la sua indipendenza
sempre pronta al suo fianco a tirarlo su se incespicherà,
sempre col suo sguardo sulla sua vita,
nella consapevolezza che spiccherà il volo
nella speranza che si guardi sempre indietro
consapevole che
quella mano è sempre tesa
ora,
per sempre.

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