sabato 21 marzo 2009

PREGHIERINA DELLA SERA

In ogni famiglia da quando arriva un bambino si mettono in pratica i così detti
"riti della buonanotte" siano il bagnetto un massaggio, una favola, una ninna nanna ecc.
Il bambino si abitua così al ripetersi di quei gesti che lo conducono, dolcemente, verso la nanna.

Ognuno di noi si porta dietro il bagaglio di quelli che sono stati, a suo tempo,
i suoi riti per addormentarsi.

Io ricordo una preghierina bellissima che la mia mamma recitava con me,
prima di spegnere la luce, prima dei nostri baci della buona notte.

Ora è arrivato il momento che io la reciti insieme ai miei bambini e,
con piacere, la condivido con voi chiedendovi incuriosita:
Ricordate quali erano i vostri rituali prima di addormentarvi?

Li usate con i vostri bambini?"



"Angioletto del mio cuore


che fai tu vicino a me?


Sono l'Angelo del Signore


son l'amico del tuo cuore.


Quando dormi e quando vegli


sempre sono accanto a te"

12 commenti:

extramamma ha detto...

Ciao Beba, anche a me facevano recitare una preghierina della'ngelo custode e dormivo tranquilla
:-)

Improvvisamente in quattro ha detto...

Che tenerezza... io non ricordo i miei rituali... ma anche io ai bimbuli farò recitare la preghiera dell'angelo custode! L'ho detta una marea di volte quando li aspettavo e le cose non andavano benissimo... e ora la dico quando li vado a salutare nei loro lettini mentre loro dormono beatamente...

Rossana ha detto...

Io non avevo rituali particolari, a parte lavarmi i denti e via nel letto di corsa.
Con Luna invece siamo soliti raccontarle una storia, letta o inventata, ogni sera. La preghierina invece lei ama raccontarla di giorno, a volte prima di mangiare. Così le insegnano all'asilo.

Bambù Hueco ha detto...

Il mio ricordo è della epoca in cui gia andavo da me dopo che mi chiedevano di andare al letto, due o tre volte, ma ero gia grandina.

Trilly ha detto...

i rituali della nanna per quanto mi riguarda erano ninna-nanna dalla mamma e storia raccontata dal babbo che si infilava nel letto insieme a Luca, mio fratello e la leggeva a tutti e due il più delle volte addormentandosi notevolmente prima di noi!:-)
con le gemelle finchè erano più piccoline cantavo loro la nanna nei loro lettini, adesso stiamo un po' al buio sul lettone e racconto loro qualche favola non tanto lunga, quando cominciano le cascaggini le trasferisco nella loro camerina!:-) momentaneamente però siamo dai nonni e a me è stato lasciato solo un bacetto di congedo mentre i miei genitori intessono fiabe degne delle mille e una notte per le due birbe che non ne sono mai sazie!:-)
ho commentato solo ora il post sul linguaggio...un abbraccio

beba ha detto...

Che bello leggere le vostre esperienze mi fa conoscere un po' di voi.
Grazie.
Bambù benvenuta grazie del tuo commento.

Mamma Imperfetta ha detto...

Io non mi ricordo assolutamente.
Ma sono stat una di quelle bambine da manuale che ha sempre ronfato 13 ore filate...non credo di aver avuto bisogno di grandi riti...:D
Però le favole raccontate da mio papà, queste si le ricordo, con un po' di commozione.
Silvia

Alessandra ha detto...

Non ricordo i miei rituali se non dire le preghiere, che pero' oggi non metto in pratica...e andare a letto, poi chiamare i miei e farmi rimboccare le coperte, così strette da non muovermi...

beba ha detto...

Quindi tutte conserviamo nel cuore l'ultimo contatto con i nostri genitori prima di entrare nel sonno fosse per il rimbocco delle coperte, una fiaba, una carezza.
Accompagnati dal loro contatto ci rilassavamo...
belle queste immagini.

2Gemelle ha detto...

noi siamo soliti farlo con la principessa, lei ha trovato una preghierina molto carine che in poche sere ha imparato a memoria, ed ora la recita tutte le sere.

Palmino ha detto...

Ogni tanto passi in quei momenti fatti a tunnel, dove sei davvero scoraggiato. Ti fai per 3 giorni un mazzo da paura in giro per clienti sparsi in tutta Europa, ridi quando vuoi piangere, mangi quando hai sete e bevi quando hai fame, un martirio per l’esattezza, per non parlare dei caffè che ti prendi per vendere un po’ di più, sei a digiuno è c’hai una gastrite atomica e ridi, ma chi l’ha detto che se non sei un felice non ti ordinano, bà.

Ci sono delle volte che il giro va benissimo e torni a casa come un gladiatore vittorioso, tardi, ovviamente hai cenato per strada, e autoritario, comandi la famiglia come un capitano navigato, sei il top. Poi invece ci sono volte che il giro non va benissimo e torni a casa presto, a digiuno e senza nessuna autorità, ti senti una cacca, aspetti che tutti vanno a letto e ti spari una bibita fredda, sei a digiuno, hai lo stomaco che sembra un impasto per asfalti, ti butti sul divano e pensi ai tuoi bimbi che dormono di là dicendoti che sei un perdente finito.

Il divano sembra l’unica spiaggia, zapping da campione nonostante tutto, in tv, a quell’ora se non sei veloce con il telecomando rischi di beccarti Marzullo, allora si che finisci in terapia.

Sul tavolo del salotto, le chiavi della macchina, che riesci ad immaginare come una cosa che stà giù, al parcheggio, che ancora calda sta scricchiolando, come tutto te stesso in fondo. Vicino alle chiavi accendino e sigarette, ne hai fumate tante, il rischio Marzullo è alto quindi decidi che ti fai l’ultima, tanto a uno che sta così non fanno male, ti alzi, te ne vai in balcone e aspirando il primo tiro guardi in alto, un cielo che se piove è strano e se non piove pure, i gomiti sulla ringhiera e ti chiedi se davvero sai fare il tuo mestiere, se i tempi non stanno cambiando e sei obsoleto per il mercato, se sei capace ancora di farlo o se non è il caso di lasciar perdere e cercarsi un qualcosa di semplice e passivo.

Doveva essere l’ultima e te ne sei sparate due, te lo ricorda lo stomaco che grida pietà ma tu sei sordo, e non senti nulla, vedi sfocato e rientri, un bagliore che vibra e dei suoni ti portano in uno stato confusionale con il cervello in disordine, decidi allora di spegnere la tv, il bagliore sparisce ma il suono no, ti scuoti un po’ è cerchi di capire cosa dice questa specie di lamento, “devo fare la pipì”, ti giri e tuo figlio di 3 anni, scalzo e con i pantaloncini del pigiama scesi da un lato ti fissa con occhi semichiusi, “devo fare la pipì” ti ripete, “certo” rispondi e lo accompagni al bagno, appena fatta ti allunga le mani per venire in braccio, lo riporti nel suo lettino, gli aggiusti le coperte e gli dai la buonanotte, ti giri, fai per tornare in salotto, forse vuoi un’altra sigaretta, e ti senti chiamare :

“Pà”, ti giri e dici “cosa c’è ancora,” “Tu sei il mio campione lo sai”, cazzarola lo stomaco è andato, un qualcosa sembra ti stia mangiando dentro, e lui ripete “Sei il mio campione”, allora ti sdrai un attimo vicino a lui e come un dislessico riesci a dire solo “Sì, dormi adesso”.

Il cervello diventa un cielo che si apre e torna il sereno, si rimette in moto e ti vengono in mente una serie di cose per trasformare i colloqui e gli incontri avuti in qualcosa di positivo, sei sdraiato ma senti l’adrenalina della corsa e quando lui ti prende la mano e si gira su un lato, senza pensarci, ma con una automazione istintiva, lo abbracci lo baci sulla fronte e ti senti la conchiglia di una piccola ostrica, “no papi, sei tu il campione”; è l’unica frase che riesci a pronunciare prima di cadere in un sonno infantile e quando la luce arriva sul cuscino ti dici Io non mollo, lui si sveglia e ti chiede quando sei tornato, le cose belle i bimbi le dimenticano in fretta e tu ti accorgi che sei un bimbo e hai dimenticato in fretta le vittorie dando peso ad una piccola sconfitta.
Ciao a tutti
Palmino http://www.palminodigiacinto.com/

beba ha detto...

Leggo solo ora il tuo commento...
e con un emozione che mi colpisce...