martedì 17 febbraio 2009

MUTAZIONI


Oggi riflettevo su quante cose cambiano quando diventi madre, quando diventi genitore.

Cambia il tuo giro di amicizie, non sempre è vero, ma, tuo malgrado, la maggior parte delle volte, ti ritrovi a perdere molti dei tuoi vecchi "amici" e parallelamente a trovare un sacco di altre persone.

Persone che ti capiscono condividendo con te lo stesso percorso, segnato sicuramente da caratteristiche personali, ma che in ogni modo avvicinano.

Chi è divenuto genitore può capire sicuramente di più la faticaccia che diventa anche una semplice serata al ristorante passata, per la stragrande maggioranza del tempo, ad inseguire il piccolo maratoneta che ti sei portato dietro, quando non sono due, munito di tutti gli accessori in sua dotazione che ti avvicinano più all'immagine di un palermitano al mare... ( sono siciliana... quindi nessuno la prenda come offesa ma solo come simpatica metafora...) convinto che le sue pile avrebbero prima o poi teso a scaricarsi e dovendoti ricredere su quanta energia residua i piccoli omini riservino.

Chi è divenuto genitore cambia le sue esigenze.

Le sue priorità.

Non dico che sia giusto annullarsi completamente.

Anzi una giusta passione, un hobby, una via di fuga ogni tanto ci vuole.

Però è normale che avendo fatto una scelta in primis vengano loro.

E spesso chi non ha questa pulsione primaria, che non ti fa pesare le rinunce, fatica a comprendere i rifiuti, i rinvii, le rinunce.

E spesso ti ritrovi che il must delle tue serate si riduce a quando k.o., messi a letto i due piccoli lottatori di sumo, fatti i piatti e lasciata la schiena sul pavimento raccogliendo il tappeto di giocattoli sparsi per tutta la casa, è andarli a guardare dormire per poi lasciarti scivolare sul divano, buttando un occhio distratto al solito programma televisivo, parlando con tuo marito.... DI LORO.

E ci sono tantissime cose che cambiano.

Per lo meno a me è successo, ma credo che a moltissime altre persone accada, che pur partendo con l'esigenza di comprare qualcosa, di necessario, per te stessa si finisca quasi sempre per tornare a casa con cose acquistate per loro.

E poi ti nasce dentro la voglia di stupirli creando per loro, con loro nella compatibilità delle doti personali di ognuno di noi, del tempo a nostra disposizione, di sorprenderli per vedere nei loro occhi qual luccichio di meraviglia, di scoperta di stupore che è il sapore, più dolce e frizzantino, dell'infanzia che gode ancora del gusto delle piccole cose.

E poi cambi.

Tutto ciò che prima di infastidiva, che ti rendeva permalosa, le dicerie da banco della gente ciarliera ti scivola addosso come tanto ti ripromettevi un tempo quando, non volevi, ma piccole scalfitture restavano nel tuo cuore.

Ora hai davanti difficoltà, mille impegni durante la giornata, tempi da incastrare rincorrendo le lancette dell'orologio, tempi ristretti da godere con loro senza dover sempre dire "adesso non posso" "più tardi amore ora mamma è impegnata".

Tempi da stringere forte tra le dita, nei labirinti dei ricordi, da fissare in un istantanea o forse, come tanti tantissimi bravi blogger, tra le pagine virtuali di un diario che un giorno i nostri figli scorreranno magari con in braccio un bimbo loro.

Ecco sono finita nel nostalgico...

4 commenti:

Rossana ha detto...

Mi è piaciuto tanto leggere questo pezzo.
La penso come te. Ma detto da te è meglio.

beba ha detto...

... detto da te che scrivi poesie di colore e musica...

manrico ha detto...

Si, si è vero!!. Rispecchi l'anima delle mamme!!!..un'altra dimensione!!.
Buona giornata.

beba ha detto...

Grazie Mara :-)
Voi come state?