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mercoledì 24 marzo 2010

cambiamenti


Mi infilo sotto le coperte accocolandomi accanto a mio figlio.
Cerco un rifugio.
Sempre più spesso sono io la bambina e, lui, il grande che mi consola.
Difficile riprendere le fila di questa vita scritta a troppe mani.
Ma ti trovi in alcuni momenti che devi farlo.
Lo devi a te stessa.
Lo devi ai tuoi figli.
Alla mamma nevrotica e stanca, irritabile, scontrosa e in lacrime
che sei diventata
ma che non vuoi essere.
Lo devi al loro futuro affinchè non si sentano rispondere, davanti ad una difficoltà,
"lascia stare tanto non sei capace" o "faccio io"...
perchè tu non reggi più.
Ma frasi del tipo " proviamo insieme e poi lo fai tu, perchè io CREDO
in te e sono certa che RIUSCIRAI".
Ma per farlo, per arrivare a quel modello che
ti eri prefissata e del quale ne stavi tessendo le tele
prima di perdere di vista l'obiettivo più grande
il benessere la salute, la felicità, l'amore dei tuoi figli...
devi prima ritrovare te stessa.
Quella te stessa che per troppo tempo hai annullato.
Anni di sms, telefonate, lettere, appostamenti,
minacce e quant'altro fa parte di quello che ora ha preso
il nome di stalking e che non credevi mai potesse
entrare nella tua vita ma che in realtà da dieci anni
oramai, e mentre lo scrivo forse per la prima volta mi rendo conto
di quanto tempo sia, ti hanno portata a tenere lontana chi voleva
distruggere la famiglia che ti costruivi perchè rivoleva quel lui
che fu suo.
La legge per quanto tu sia dalla ragione ma non sempre riesce
a fermare questi atti persecutori.
Lungaggini, burocrazia, tempo e soldi spesi
a nulla valgono contro la cattiveria altrui
questo l'ho imparato sulla mia pelle...
e brucia.
Anni difficili.
Di discussioni, di allontanamenti, di sofferenza,
di lotta, di bugie, anni che lasciano il segno
anni che uniscono quando l'unione diventa la forza
che vincono e dividono altre volte per stanchezza.
Specie quando tanti altri sono i problemi della vita
che ti pongono ogni giorno dinnanzi a delle prove.
Ho provato a inserire il bambino all'asilo dopo
mesi, aveva bisogno di vita sociale, vista la reclusione
a seguito di questa immunodepressione.
Gli esami mi rassicuravano speravo di tornare ad una normale
quotidianità.
Si è ammalato di nuovo, dopo un solo giorno.
Non ne faccio una tragedia poichè ogni bambino,
visto il luogo comunitario di una materna, si ammala.
Ma speravo che questa volta la ripresa fosse più
veloce.
Affronteremo anche questa.
La affronteremo io e i miei figli.
Perchè questa è la mia decisione in questo momento.
Devo trovare me....
per non perdere mai loro.

Due giorni fa sul mio terrazzo è nata una primula gialla.
Sorridevo al pensiero di questo segno di primavera,
di tepore, di gite all'aperto con le maniche lunghe senza
giacca senza più malanni.
Sono tornata indietro con la mente.
L'avevo piantata otto, nove anni fa non ricordo con precisione
per due stagioni era fiorita poi, credevo, fosse morta.
Nella stessa terra avevo piantato semenze e bulbi che ogni anno
successivo avevano colorato quell'angolo di terrazzo.
Avevo dimenticato quella primula, sostituita.
Eppure lei era lì sotto, pronta a tornare
in tutta la sua bellezza, simbolo di primavera,
di rinascita.

Voglio tornare ad essere così,
semplicemente complicata,
orgogliosa, lunatica,
sorridente,
madre.

martedì 15 settembre 2009

Arrivederci...



E così debbo dirti arrivederci?

Arrivederci.

Mentre i miei piedi saltano già una
pozzanghera e le foglie secche scricchiolano sotto le scarpe,
passi svelti, contro il vento che si sta facendo pungente.

Arrivederci.
Mentre si alzano i baveri delle giacche
e la sera ci si arrotola sotto il trapuntino.
Arrivederci mentre già i nasini colano un po'
le prime febbri e la prima tosse fanno sussultare piccoli corpicini
mentre fuori fa buio prima e
il cielo, che si ingrigisce, mi fa temere un lungo inverno.
Ti attenderò estate.
Attenderò le tue giornate luminose,
i calzoncini corti
i gelati da mangiare in fretta prima che colino
lungo il cono, le passeggiate fuori fino a tardi,
il sudore che ti imperla la fronte, il calore del sole
sulla pelle.
Benvenuto autunno allora ti dico
con le tue pioggie non mi rattristare,
portami i tuoi colori in dono
con le foglie rosse e gialle che danzano verso il terreno.
Portami il rumore della pioggia contro i vetri,
cantico di nuvole pesanti.
Portami messer inverno e i suoi silenzi,
calzini di lana e sciarpe calde,
caloriferi accesi e le luci di natale.

Io ...
ho già appuntamento con
madama primavera.

lunedì 17 agosto 2009

Vorrei...



















Le saracinesche dei negozi sono abbassate,
in giro poche persone,

un rivolo di sudore percorre la mia fronte.

Accanto a me una signora dal vestito sgrargiante,

così colorato da voler camuffare l'età della sua indossatrice
richiamando su quell'arcobaleno l'occhio del passante,

si sventola con un ventaglio di legno intarsiato.

Lo sguardo fuori dal finestrino

ad osservare questa estate che,
per me, sta volgendo al termine.

Penso al blog.

Sono passata silenziosamente a leggere.
Dopo una settimana passata con un sorriso di circostanza stampato sulla faccia,

con una maschera, calcatamente pagliaccia a volte,
che non annebbiasse le giornate dei miei figli
con poca voglia di discutere e tanta carne al fuoco da affrontare.

Rannicchiata nella notte accanto ai loro corpi nel mio letto

sobbalzante tra i singhiozzi,

nel silenzio dell'oscurità.

Dopo una settimana in cui cercavo scorciatoie per terminare la giornata

il più in fretta possibile
combattendo con il lento scorrere delle lancette.

Dopo una settimana che tutto sembrava
più difficile di quello che era,

comprese le emozioni.
finalmente ora mi sento di poter tornare a voi.
Voi che non mi avete lasciata mai.

Questo blog nasce come un contenitore

un traboccante "Vaso di Pandora"
da scoperchiare nei miei attimi di esplosione,

di implosione.

Ma mai credevo di trovare così tante mani pronte a contenere

tutto il mio vaso,
così complicato a volte.

E invece eccomi qui.

A leggere i vostri commenti, la vostra preoccupazione per me...

siete una miniera.

Una miniera preziosa in questo Mondo che a volte ci mette contro

anche le persone della propria famiglia.

Sto costruendo un muro che non mi scalfisca più il cuore,

che non rechi dolore ai miei figli, che non provochi ferite nella

famiglia che ho deciso di vivermi.

In tutto questo mio proteggermi ci siete voi che,
come una carezza sulla fronte,
tornate a chiedermi come sto.

E vuol dire tanto.

Io vorrei correre ad abbracciarvi uno ad uno.

Per intanto vi dico grazie.

Grazie in questa nuova settimana

che si è aperta con uno spiraglio di luce.

Una speranza in cui non credevamo più,

un nuovo arrivo che non sarà senza difficoltà,
una luce che si chiama nuova vita.

Una nuova vita che mi chiamerà zia.....

una speranza che mi riempie il cuore...

che ancora misura, boh,

forse solo qualche millimetro ma che già

sento di amare tantissimo.

mercoledì 5 agosto 2009

Momenti bui




Ci sono dei momenti che i fantasmi del passato tornano

a distruggere la serenità che hai creato

ci sono dei momenti che l'unica cosa che vorresti,

ma che non fai,

è piangere.

Ci sono dei momenti che ti consoli dei bei attimi

appena trascorsi per affrontare

il buio, la cattiveria che non ha limite, che non ha rispetto e umanità.

Ci sono attimi in cui ti accorgi quanto ami tua madre

e che faresti tutto per lei

e che ti auguri, in cuor tuo,

che i tuoi figli ricevano da te

almeno la metà dell'amore che lei ha dato a te.
Per fortuna hai i figli...
per fortuna hai loro.
E sei tu che ti rifugi in loro.

Ci sono dei momenti che magari ti allontani da tutto

che non vuoi parlare

che lanci un segnale

che anche un silenzio può

colmare.

Passerà.

martedì 16 giugno 2009

Che dire di.... me?



Gira un giochino,
se così vogliamo definirlo,
che permette ai blogger che si seguono
di conoscersi un po' meglio scrivendo
un post per raccontare 7 cose di se.
Quando Paola mi ha passato
questo testimone
ho pensato che sette cose erano tante
che forse non ne avrei trovate così tante...
Poi ho dovuto ricredermi...

7 cose che fanno di Beba... Deborah

Sono una persona trasparente che si mostra per come
è senza maschere
e che non ha paura di dire ciò che pensa
liberamente.
Il che non è sempre ben accetto in un mondo dove
è più apprezzato il perbuonismo, la falsità, il recitare una parte
il mentire rispetto a ESSERE semplicemente se stessi...
ma francamente me ne infischio.
Me ne infischio anche se questo mio non avere mezze misure
ha reso difficili certi momenti della mia vita.


Sono una persona carica di difetti
orgogliosa, testarda a volte troppo impulsiva ma
molto attaccata ai valori.
Valori, con i quali mia madre mi ha cresciuta,
che forse ho dovuto un po' adeguare
alla mia vita, alle mie esperienze, alle mie esigenze,
ma dai quali non mi sono mai discostata più di quel tanto
e che cerco di trasmettere ai miei figli.


Sono una persona che fai felice con pochissimo.
Un bigliettino riciclato dalla vecchia agenda,
sporco di caffè della colazione,
con qualche errore ortografico o per la fretta,
con un pensiero sincero
fa brillare i miei occhi più di un anello d'oro.

Sono una persona che ha fame di vivere,
di conoscere, di provare.
Inteso come sinonimo di vivacità,
per intraprendere iniziative nuove,
di sorprendere, di essere sorpresa, di comprendere se e gli altri.
Un insoddisfatta, cronica, di se
praticamente... ( rido).

Sono una buona cuoca
e un altrettanto buon gustaia
( cuscinetti a testimonianza).

Sono una amante dell'arte del disegno

ma, in particolare, della musica
presenza costante della mia vita,
delle mie giornate, colonna "sonora"
portante dei miei sentimenti.

Sono una persona che
alterna momenti di praticità
estrema e organizzazione quasi svizzera
a momenti in cui inizio mille cose
e non ne porto a termine neppure una

Ed eccomi, in sette mosse,

un piccolo scorcio
di me...
ora vorrei sapere di voi...








giovedì 4 giugno 2009

Incredula... ma felice



Incredula.

Sono rimasta così quando oggi andando a leggere,

come al solito

il blog di una delle mamme che leggo da più tempo

una Extramamma, come dice il suo nick,

che seguivo da tanto

ma che, quel senso di vergogna iniziale da

bloggerina novizia

( chissà poi perchè..), mi limitava un po'

nel commentare...

Leggendo il suo post

ho trovato il mio nome legato a due premi amicizia.

Sentimento che io considero molto importante

e che, come dice la frase di Susanna Tamaro,

ti da moltissimo, ti arricchisce, ti aiuta a crescere

e che, anche se si è lontani, può far sentire vicini.

Non so descrivere la gioia nell'averli ricevuti

Grazie Patrizia...

Grazie di cuore.



Con lo stesso piacere dell'averlo ricevuto

ci tengo a condividerlo con:

Paola, Michela, Rossana, Chiara, Claudia e Silvietta

Mi fermo... estenderei questo premio a tantissime altre persone

Rox, Amalia, Trebimbiintreanni, Trilly, Luca

che ogni giorno condividono con me le loro emozioni...

siete in tanti nel mio cuore

e tutti avete un posticino speciale.

lunedì 1 giugno 2009

Un pensiero semplice..






Avrei mille cose di cui parlare



poco tempo a disposizione



le giornate sono tornate piovose e fresche



e voglio lasciarvi un pensiero semplice



che vi lasci compagnia per la settimana





Ogni giorno può essere trasformato in uno spettacolo nuovo

che ti possa sorprendere

che ti appaia diverso

basta guardarlo sotto punti di vista nuovi

con occhi diversi

Basta viverlo

assaporandone

ogni aspetto.

venerdì 15 maggio 2009

A volte...



A volte ti tocca


scontrarti contro la stupidità umana


che quando porta i geni del seme che ti ha dato la vita


brucia come una scottante ferita


una coltellata al petto.


A volte ti capita di pensare a quelle coppie separate


che si contendono il figlio a botte di premi, regalini e lotte


e scuoti la testa sperando che mai


mai uno dei tuoi figli


debba divenire


"l'oggetto" del contendere.


Poi ti ritrovi un padre, un nonno


che mai ha voluto calcare il ruolo che la natura


si generosa aveva serbato per lui...


Un padre che mai un gesto d'affetto, una carezza, una lode


un padre che ti allontana come figlia


faccia divenire, nella sua stupidità,


tuo figlio "l'oggetto" del contendere guadagnandosi il suo affetto


con tutto ciò che per te è sbagliato e che


per lui invece diventa punto a favore


ma non come ruolo di nonno buono che vizia


ma come ruolo di sfidante.


Capita che tu debba vedere tuo figlio, vestito e trepidante


restare tutto un pomeriggioin attesa di un nonno


che promette ma non verrà


capita che per il bene di tuo figlio tu lo faccia uscire con il papà
tornato stanco dal lavoro per restare tu con il piccolo febbricitante

Capita che al ritorno tuo figlio si comporti con te stranamente

perchè gli è stato detto

che la mamma non voleva lui uscisse.

E non pretendi che un bambino di quasi quattro anni ragioni e pensi che

tu l'avevi vestito e atteso con lui

e trovato la soluzione alternativa

e ti tocca mettere una maschera, dire bugie per giustificare,
piangere sommessamente quando loro già dormono

perchè ti piange il cuore a vedere che va a letto senza il bacino della

buonanotte perchè gli stupidi rancori, l'ignoranza

si stanno facendo strumento di un bimbo indifeso.

E allora al dolore si aggiunge la rabbia, un grido di solitudine
che muore in petto

e tu, mammifera leonessa, difendi il tuo cucciolo di leone

affinchè non debba mai

mai

essere strumento in mano agli stolti.

Capita,

ma fa male.

lunedì 4 maggio 2009

Fotoracconto di una giornata di sole per...

Metti una giornata di sole...





un parco che è il nostro parco



quello che, tutte le volte che varco il cancello e alzo lo sguardo,

lo vedo percorrere da due scarpette color crema e un fruscio di

tulle di sposa

da gomme di passeggino che odora di nuovo e

da scarpine che muovono incerte i primi passi
di sederate sull'erba,
di legnetti, pigne, foglie e rivoli d'acqua

di secondo genito che con gesti semplici coglie

"le stesse" pratoline...

e le due immagini quella del ricordo e quella del presente si fondono insieme.

Metti una coppia che ha bisogno di ritrovarsi un po'

che la stanchezza degli ultimi tempi

sta mettendo a dura prova e che si ritrova

unita sotto il sole di quella giornata....


Metti un sogno che si realizza
e che ti lascia addosso l'emozione...


Metti l'immagine di due bambini

che camminano mano nella mano richiamando
le attenzioni e i sorrisi degli anziani sulle panchine....

Questi due fratelli sempre più

fratelli, sempre più uniti....
Metti la serenità... che ti è
tornata nel cuore.

giovedì 30 aprile 2009

Di premi e di desideri...






E' il mio primo premio... che dire beh sono un po' emozionata


specie perchè, marilena,

la mamma blogger che me lo ha assegnato è una persona speciale


che ha sintetizzato il mio pensiero su ciò che cerco tra le pagine dei vostri blog...

notizie di amiche che sento vicine, che sento comprendere i miei sentimenti

e che mi emozionano con le loro parole.

Con lo stesso piacere dell'averlo ricevuto desidero dare questo premio a :

Amnesia che ha da poco aperto il suo blog mostrandosi camaleonticamente

la persona splendida che è...

Cristina con i suoi pezzetti di cielo

Micks che tra ago filo e tre bimbi riempie le sue giornate

Barbara perchè è un appuntamento fisso che ha unito molte di noi

Luca papino innamorato delle sue principesse

Marilde, Roxy e Trilly perchè le sento vicine...

Estendo il mio premio a tutti tutti gli altri ... anche chi non ho nominato

ma che ho nel cuore

e che so aver già ricevuto questo premio.



martedì 24 marzo 2009

ESSERE... NON AVERE




Oggi mi tocca... oggi mi tocca andare a lavorare.
Già oggi, da un po' a dire il vero, mi tocca... mi pesa.
E dico questo da quando due occhietti un po' lacrimosi mi chiedono sin dal mattino se devo andarmene.
E dico questo da quando altri due occhietti si riempiono di lacrime appena chiusa la porta con il mio respiro che si ferma, con il mio cuore che resta lì in bilico su quello scalino con l'estrema voglia di ritornare su e aprire la porta mentre le gambe scorrono velocemente la mezza rampa delle scale che mi dividono dal portone... che mi divideranno da loro.
E dico questo poggiata contro il vetro di un autobus mentre penso a quel tempo di tragitto che potevo spendere ancora con loro.
Ancora un bacio.
Ancora un saluto.
Tutte le volte è così.
Io che amo il mio lavoro, che per me è una passione.
Io che ho sempre detto " una donna deve essere realizzata, autonoma... " e altre affermazioni del genere.
Io che quando dicevo così non ero stata in un letto d'ospedale con la cosa più bella che io potessi avere accanto.
I miei figli.
Io che mi rendo conto che questo post, nell'attimo stesso in cui lo scrivo, è un insulto a chi un lavoro lo vorrebbe avere.
Io che sogno il terzo figlio e che so che a stento, giusto andando a lavorare, tiriamo i remi in barca con due e il sogno lo ricaccio nel cassetto.
Io che lo dovevo dire ed ecco qui.

giovedì 5 marzo 2009

OTTO MARZO

"Allora dove andiamo?"

Trepida attesa della mia risposta...

"Eh? quando?"

Stupore sul volto delle mie amiche

"Ma come quando l'otto marzo no?"

... Silenzio

"A dire il vero non è che io ci tenga un granchè a sgallettarmi dinnanzi a un culetto nudo,
la cui bellezza non si discute,
di uno..."

Teste che scuotono perplesse e sguardi di disapprovazione.

Non ci ho mai tenuto neppure prima

eppure ora "Da quando sei sposata..."...

Ma non c'entra nulla.

Ancora poche sere fa sono uscita per una serata con amiche.

Qui non si tratta di divenire orsi chiusi in casa prigionieri di figli, casa e famiglia.

Qui si tratta di concepire quel giorno in modo diverso e non aver per nulla voglia, con estremo
rispetto di chi invece va e vuole divertirsi,
di "festeggiare" il mio essere donna urlando dinnanzi al perizoma danzante di un ragazzo.

Per questo dico solo questo:

Buon otto marzo donne.

Buon otto marzo oggi che ne abbiamo 5, domani che ne abbiamo 6 e fra trenta, quaranta, cinquanta giorni.

Buon otto marzo tutti i giorni.

Buon otto marzo l'8 marzo per ricordare le donne che morirono nella fabbrica, tutte le donne della storia, per celebrare l'essere donna, madre, figlie, uniche, forti e fragili.

Buon otto marzo a tutte le donne che leggono il mio blog.

mercoledì 18 febbraio 2009

COLORI E SENTIMENTI



" Vuoi mettere l'odore del bucato steso al sole?"
Penso tra me mentre i raggi del sole penetrano nei tessuti stesi sulle corde e il vento, che gioca a
farli volteggiare, inebria il naso di profumo di pulito.

Osservo i colori e con la mente mi metto a pensare.

La casa è immersa nel silenzio, dopo la notte insonne, finalmente i bambini hanno trovato un po'
di pace e stanno riposando.

Io mi guardo intorno.

La mia casa, ricca di colori, rispecchia me.

E' solare.

Trionfano il giallo, l'arancione, il verde, il blu.

Ho sempre "usato" lei, la casa, per esprimere il mio estro.

Io che, in continua lotta con il mio apparire, venti chili addosso in più, mi camuffavo dietro il
NERO poichè ingannava le forme abbondanti poichè rappresentava me, che non mi piacevo.

Quando, perso peso, ho iniziato ad apprezzarmi di più mi sono messa, quasi inconsciamente, a
"giocare" con i colori azzardando tonalità dell'azzurro, dell'arancio in giochi pastellati di tinte.

Condussi uno studio sul lavoro un po' di tempo fa su come il colore può influenzare lo stato
d'animo delle persone.

Ora penso che l'effetto sia a doppia mandata.

E' anche lo stato d'animo delle persone a determinare la scelta dei colori dei quali ci circondiamo.
Penso ai colori caldi delle foglie autunnali, ai colori dei fiori di pesco a primavera, penso al colore
del mare quando il cielo è plumbeo e penso al colore delle ali di una farfalla.
E mentre la mente mi ripropone le immagini, seppur impossibile, il mio naso sembra ricordarne il
profumo.
E penso al colore del cibo.

Penso al colore rosso corposo delle ciliegie, alle fragole, al giallo intenso dei limoni, all'aranciato
colore dei mandarini.
E a come è cambiato il mio uso dei colori in cucina, divenuto uno dei miei alleati, per presentare il
piatto perchè, se è vero che l'occhio vuole la sua parte, un piatto colorato "ligth e sano" può
essere apprezzato molto più che lo stesso contenuto mal presentato.
Il vento ha asciugato il bucato della sera prima.
Lo piego con cura affondando il naso in una tutina dismessa dei miei figli.
Le mie mani indugiano un po' tra le pieghe della ciniglia.
Non è azzurra.
Non mi sono mai piaciuti i colori esclusivi e standard rosa per le bimbe e azzurro per i maschietti
e, infatti, è una tutina nella tinta dell'arancio.
Taglia 3 mesi.
Se socchiudo gli occhi vedo indistintamente l'uno e l'altro dentro quel tessuto.
Se socchiudo gli occhi ne sento indistintamente il profumo.
Credo già di sapere a chi andrà.

mercoledì 11 febbraio 2009

IL VALORE DI UN SORRISO...


C'è un passaggio di una poesia che dice
"un sorriso non costa nulla ma arricchisce chi lo dona".

E' questa frase che mi balena nella mente oggi.

Oggi che mi risuonano alle orecchie delle parole "non si deve più ridere".

Scuoto la testa,

assurdo penso.

Assurdo perchè nel rispetto del dolore altrui, della professionalità e del ruolo che assumiamo si
può fare un eccellente lavoro anche con il sorriso.

Assurdo perchè nella rivista mensile che mi arriva proprio per questo mese si promuovono e si
sostengono progetti di clown terapia, intesa come opera terapeutica, in corsia rivolgendosi non
solo ai pazienti ma allargandosi a parenti e operatori sanitari della struttura.

Assurdo perchè io arrivo con il sorriso sulle labbra

e non ho voglia di cambiare.

Perchè io ho visto la differenza

e non cambio.

Vogliono rubarci il sorriso.

Assurdo.

martedì 27 gennaio 2009

IN UNA VECCHIA CANTINA



In una vecchia cantina giaciono i ricordi della mia infanzia
sono tutti, gelosamente, custoditi tra gli spazi di quelle mura come un forziere dei tesori.
Entrare in quel cantuccio umido mi porta indietro negli anni
tra i colori, i suoni e gli odori del tempo della beatitudine.
Ho avuto una fortuna
godere del tempo della spensieratezza a lungo.
Restare bambina,
per tutto il tempo che ho voluto,
senza dovermi voltare indietro un giorno e scoprire di non aver goduto appieno del periodo più bello.
Quello che ricordo di me,
quello che mi raccontano i miei oggetti,
è che ho sempre usato la fantasia
dal nulla creavo dei giochi che duravano ore,
giorni a volte
poichè vinta dalla stanchezza li riprendevo il giorno dopo,
li continuavo
li completavo.
Il merito della felicità della mia infanzia va a mia madre.
mia madre che mi sembrava così severa a quel tempo
mia madre di cui ora ricalco i passi.
Sono entrata in quella cantina giorni fa.
ho sfiorato con mano tremula la mia giostrina delle api
è stata sulla mia culla
ha ninnato i miei sonni.
Ci sono i miei quaderni delle elementari
custoditi con cura dentro la cartella rigida
con cui andavo a scuola.
Viola con dei fiorelloni enormi,
orrenda.
Odiavo quella cartella
pregavo sempre si rompesse
ironia della sorte....
è ancora lì integra e sgargiante nei suoi colori
ignara del logorio del tempo che passa, della polvere, dell'umido.
le mie dita si posano su una macchinina a pedali
una macchinina blu della polizia
ultimo regalo di una nonna che non ho vissuto,
di una nonna, madre, che avrei voluto ma che la morte ha strappato prematuramente alla vita.
su quella macchinina a pedali si siede mio figlio
è come vedere me stessa
questa volta però ci sono gli occhi orgogliosi di una nonna a guardarlo
e hanno lo stesso taglio della donna che non c'è più
hanno la stessa luce, intensa.
in quella cantina ci sono tre età
quella che fu, quella che è e quella che verrà
che si prendono a braccetto
rispolverando vecchi oggetti che riprendono vita.
e, ora che la guardo bene,
forse quella cartella non è così orribile come sembra.
come direbbero oggi?
è vintage.

Perla di saggezza

23/01/2009
Perla di saggezza... nulla di nuovo vecchia e risaputa.
Gli occhi sono lo specchio dell'anima.
parlano di noi....
passaporto limpido dei miei sentimenti, dei miei pensieri.