martedì 15 settembre 2009

Arrivederci...



E così debbo dirti arrivederci?

Arrivederci.

Mentre i miei piedi saltano già una
pozzanghera e le foglie secche scricchiolano sotto le scarpe,
passi svelti, contro il vento che si sta facendo pungente.

Arrivederci.
Mentre si alzano i baveri delle giacche
e la sera ci si arrotola sotto il trapuntino.
Arrivederci mentre già i nasini colano un po'
le prime febbri e la prima tosse fanno sussultare piccoli corpicini
mentre fuori fa buio prima e
il cielo, che si ingrigisce, mi fa temere un lungo inverno.
Ti attenderò estate.
Attenderò le tue giornate luminose,
i calzoncini corti
i gelati da mangiare in fretta prima che colino
lungo il cono, le passeggiate fuori fino a tardi,
il sudore che ti imperla la fronte, il calore del sole
sulla pelle.
Benvenuto autunno allora ti dico
con le tue pioggie non mi rattristare,
portami i tuoi colori in dono
con le foglie rosse e gialle che danzano verso il terreno.
Portami il rumore della pioggia contro i vetri,
cantico di nuvole pesanti.
Portami messer inverno e i suoi silenzi,
calzini di lana e sciarpe calde,
caloriferi accesi e le luci di natale.

Io ...
ho già appuntamento con
madama primavera.

lunedì 14 settembre 2009

Ti devo.....

Posted by Picasa
Le bandierine colorate sono ancora lì.
Resistono al vento,
subiscono la pioggia che sta scendendo da ore.
Ma d'altra parte non ho avuto il tempo di toglierle.
Non ho avuto la voglia di toglierle.
Le guardo con tristezza.
Non hanno il sapore di festa.
I palloncini si sono sgonfiati e sporcati.
Sulla tavola c'è ancora la tovaglia di Cars.
Voi non avete neppure visto come abbiamo allestito il terrazzoper la festa.
E, in fondo, mi sento che ancora ve la devo questa festa.
Questa festa così attesa, così programmata,
così velocemente annullata.
Anche se c'è stato il taglio della torta e tu, buffo,
che ti impiastravi le mani e la faccia con la panna
facendoci sorridere un po'.
Ma la nostra attenzione era a tuo fratello.
Troppo alta quella febbre.
Troppo forte quella tosse.
Ti devo una merenda con i tuoi amichetti Andrea
un pomeriggio di giochi, un po' di protagonismo
solo tuo.
Ora però guarite presto...

mercoledì 9 settembre 2009

Sai...


Sai, quasi duenne,


cosa non sopporto di te?


Che urli urli dalla mattina alla sera.


Quegli urli striduli che ti penetrano la mente.
Sai cosa non mi piace di te?

Che scappi per la strada e non dai la mano,

che pesti i piedi a terra,

che sputi, e mordi e picchi.

Ma da chi le hai imparate poi queste cose?


Sai cosa penso di te?
Che sei testardo, caparbio e cocciuto

ma, questo, ti porterà lontano.


Sai cosa mi fa impazzire di te?

Che ne combini una e poi un altra e

te la ridi sotto i baffi.

Sai cosa ho ricordato di te?

Che quando sei nato ero tanto presa

dal pensiero di tuo fratello a casa con i nonni

che tu una lettera d'amore non ce l'hai....

Sai cosa mi piace di te?

Quando accarezzi Alessio addormentato

e ti porti il ditino al naso intimandoci di stare zitti

e lo baci tutto.

Sai cosa mi fa ridere di te?

Quando all'improvviso a squarciagola,

anche in mezzo alla strada,

improvvisi le tue canzoncine stonacchiate.

Sai cosa è dolcissimo di te?

Quel tuo modo di correre,

con le gambine cicce che si sfiorano un po',

ad abbracciarmi stretta

per poi sfiorarmi le labbra con le tue.

Sai cosa penso sul serio?

Che non basterebbero cento lettere d'amore

per dirti cosa amo di te.

Tra due giorni saranno due anni

che la mia vita è ricca.

Ricca di te.

lunedì 7 settembre 2009

inserimento... ci vuole tempo...


Lo sappiamo.



Tu non sei di quei bambini che va a scuola saltellando di gioia



anche se poi,



una volta dentro,



ci stai bene.






Lo sappiamo.



Io non sono una di quelle mamme che giustifica il tuo pianto



come attaccamento.



E, di sicuro, sbaglio.



Ma mi piacerebbe vederti fuori



come SO che tu sei.






Quella tua debolezza,



spesso,



indebolisce anche me.






Però so che fa parte di te.



Una meravigliosa parte



perchè...



è proprio quella tua sensibilità



a renderti, speciale, come sei.






Lo sappiamo che...



quell'altro asilo proprio non faceva per Noi.



Ora qui, di certo,



siamo entrambe più sereni



e, questo, vuol dire tanto.






Le maestre si sono stupite del tuo attaccamento con



tuo fratello Andrea.



Hanno subito capito senza che io parlassi che, tu, geloso



non lo sei stato mai, che c'è un rapporto stretto tra di voi



che non ti fa soffrire vederlo andare via ma,



piuttosto, restare senza di lui.






Lo sappiamo che...



che io non sono una mamma che si fa vedere piangere.



Ma quel grembiulino immacolato



dal quale spuntavano quei due stecchini di gambette



ancora un po' abbronzate...



beh ha fatto cedere anche me.


E io lo so, che come ogni cosa con te

basterà lasciarti il tuo tempo

e mi stupirai.


Attendo.