giovedì 23 luglio 2009

26/07/2005..........






Sono le 22.30

Papà è sul divano e guarda, distrattamente, la tv mentre parliamo.

Io sto "bisticciando" con il computer.

"Lo so che è vecchiotto però fino a ieri sera questo programma andava.... "
boffonchio lagnosamente tocchignando le prese USB.

Fa caldo è un luglio afoso sono molto sudata

il ventilatore, seppur al massimo, smuove appena l'aria.

Ho bisogno di andare a fare la pipì

"no, guarda mollo tutto e andiamo non ce la faccio più..."

Ed è così che non arrivo neppure in bagno

sento scorrere liquido tra le mie gambe, caldo, abbondante,
scuro.
Questo mi preoccupa ma decido di non dire nulla a Sandro.

"Non nascerà se non tra altre due settimane"
aveva detto, solo il giorno prima, il ginecologo.

C'è poco liquido amniotico e il bambino è piccolino.

Mi risuonano nelle orecchie le sue parole mentre vedo

mio marito agitarsi per tutta la casa, inconcludente,

correre a prendere l'auto ma scordare le chiavi...

sembra una scena di un film comico.

Nel mentre provo a lavarmi e, di nuovo, vedo quel liquido scuro.

Taccio per il breve tragitto che ci conduce al reparto

poi, dinnanzi all'ostetrica, mio marito impallidisce

"C'è un problema" mi sente affermare.

Il liquido è meconiato e subito temo la sofferenza del bambino

memore delle parole del ginecologo.

Ce ne stiamo una notte io, te e papà in sala parto sotto monitoraggio

mentre mi contorco dal dolore ma, a detta loro, non si tratta di contrazioni.

Come stai piccolino mio? Continuo a chiedermelo.

E un attimo prima ho caldo e un attimo dopo batto i denti dal freddo.

E' mattina.
Le 10.30 della mattina per la precisione.

Il mio ginecologo ha la faccia seria, scura... e non è da lui

ti ricordi tutte le battute durante le visite di questi nove mesi di vita insieme?

"C'è molto rischio per il bamb..."

"Portatemi in sala"
non lo faccio terminare il tono fermo, deciso.

"... e anche per te..." continua lui.

Lo sento.

Lo sento che qualcosa non sta andando come doveva

Ma ce la facciamo vero?

Ce la facciamo io e te.

Scoppio a piangere e il mio corpo è scosso da tremiti.

E' una reazione nervosa a un imprevisto inatteso.

Da quel momento gli attimi che ci separano sono brevissimi.

In poco siamo in sala guancia a guancia
e tu, che urlavi disperato, ora che ti parlo ti sei zittito.
Ti portano via.
L'apagar all'inizio non andava bene l'ho sentito e
sei piccolo per l'età gestazionale.
Ora sei giù in incubatrice.

Avevi due giri di cordone intorno al collo e un giro "a zaino" sotto le ascelle.

Ecco perchè ogni contrazione, che avvertivo io,
non era comunque efficace per la tua discesa

il cordone ti tirava nuovamente su.

Una sorta di bunking jumping ...

Esco e papà e nonna sono lì "L'avete visto?"

annuiscono hanno gli occhi gonfi di lacrime

In ascensore piango
"Scusa ma ... è bellissimo..." dico al barelliere
tra i singhiozzi.
La tensione si è sciolta.
Ti portano da me alle cinque possiamo tenerti un po' in stanza
prima di tornare in nursery
poco,

troppo poco, per me che ti ho tenuto dentro fino ad allora

La sera sono già in piedi nonostante i punti del cesareo tirino un po'.
C'è inesperienza.
E non capisco perchè tutte le volte che ti portano da me

al contrario degli altri bimbi che si attaccano, famelici,
ai seni tu dorma e io non riesco a svegliarti.

E' come se tu fossi già sazio, appagato o stanco.

Sei entrambe le cose.
E sei sempre vomitato quando vieni da me.

Un vomito arancione giallastro, appicicoso.

Temo che possa essere liquido amniotico che tu hai ingerito.

Ma scoprirò più tardi di che si tratta quando, con un seno dolorante e caldo,
(dato in pasto non alla tua boccuccia bensì a un tiralatte meccanico)

vengo a sapere che ti sazi di prelat una sorta di colostro artificiale
calma bambini che ti danno la notte.
Tu continui a non attaccarti.
Dormi.
Perdi peso.
Sei nato sui 2800 e ora non sei neppure 2 chili.

Mi impongo che non ti sia dato più nulla, ti tengo in stanza

iniziamo, con fatica, l'attacco al seno e qualcosina prendi.
Sono felice
ti porto a casa

ci hanno già trattenuto oltre il tempo solito.
Ma tu piangi tanto.
Più hai fame più ti inarchi e piangi e io non capisco

non capisco e piango.

Provo tutte le posizioni, incolpo i capezzoli un po' rientranti,
le ragadi che mi fanno male e che irrigidiscono il corpo
tutte le volte che ti avvicino al seno.

Tu piangi, piangi e crolli stanco.
Cedo.
Il mio corpo cede mentre piangi, piango.

Non l'avevo messo in preventivo
e il fallimento è amplificato dagli ormoni del post parto.
Un senso di inadeguatezza e sconforto mi assale

per farti crescere cedo al biberon di latte artificiale.

Nel mentre ai controlli viene fuori che hai una fortissima forma di anemia

e mentre ti sottopongono a prelievi continui io, che le vene le buco tutti i giorni,
mi sento morire nel vederti passare tutto ciò.
Inizia una lunga terapia.

Ma la storia dopo poco si ripete e tu piangi, ti inarchi
hai fame ma rifiuti,
mangi e butti a getto.

A quel punto si capisce.
Soffri di reflusso gastroesofageo.

E inizia il calvario del latte antirigurgito,

di discussioni con la pediatra, di marche, qualità e tipi,

di notti e giorni sempre in piedi, di gettate improvvise di latte.

Ah l'odore di quel latte cagliato... terribile lo ricorderò per sempre.

Tutto sommato cresci e questo ci rasserena non poco.

Ci abbiamo messo un anno prima di diradare gli episodi del reflusso

anche se, ancora adesso , capita ogni tanto.

Tu.

Tu che " E va beh se non salutavano sono due donne e possono"
( cavaliere gentiluomo)

tu che" puoi fare le scureggine perchè sei un maschio"
( già qui la cavalleria è andata persa...)

Tu che ogni cosa me la dici con una canzoncina e sei la mia cinciallegra

Tu che, lo so, ... sono severa ma lo faccio per te...

Tu che tuo fratello è il tuo "cuore mio, anima mia"

però hai capito come fargli i dispetti e ogni tanto torneresti volentieri figlio unico...

Tu che a volte hai paura e ti fai bloccare dalle sciocchezze,

tu che non vuoi ripetere le parole in modo corretto poi ti arrabbi se non ti capisco ancora

Tu che sei il mio fidanzato ufficiale

e sei tu che dai amore e coccole a me.

Tu che ti senti grande e mi rispondi a tono
Tu che non hai più tre anni e mezzo

Tu che chissà se hai dei ricordi, delle sensazioni, di me

Io che scrivo questo e mi tocco la pancia...
Io che vorrei renderti merito di quello che sei
che non ho trovato una balena toy da poter tenere nell'acquario ma
che ti sto preparando una bella festa e dei regali del tuo eroe tarzan
io....

che mi limito a dirti....

BUON COMPLEANNO AMORE...

26/07/2005 .. una data tatuata nel cuore

mercoledì 15 luglio 2009

Parco Gallorose







Sempre una parentesi delle mie vacanze
ma della quale vorrei parlarvi come
"post di informazione e consiglio"
più che come racconto.




"Situato nelle campagne vicino a Cecina Il Parco Gallorose, inaugurato nel giugno 2001, modificato ed ampliato nel corso del 2006, è divenuto un centro faunistico, ma, rimane ancora, un'azienda agricola a tutti gli effetti ove si allevano animali esotici e di fattoria con grande interesse per lo sviluppo delle razze autoctone toscane: somari amiatini, pecore pomarancine, cavallino di Monterufoli, mucca pisana, maiali di cinta senese.



In una superficie di circa 50.000 mq. di terreno - con 3,4 km di percorso attrezzato e segnalato - si possono vedere, ascoltare, osservare nei comportamenti ben 180 razze di animali: dalla gallina livornese alla zebra, dalle vacche maremmane ai cobi, dai pappagalli ara agli struzzi, scimmie, gnu, canguri, coati, lemuri, gru, cammelli, buoi dei Watussi, casuario, tucani e molti altri animali che in questa zona dal clima mite per la vicinanza dal mare (2 km), vivono in piena tranquillità ed in piacevole compagnia di specie che qui hanno sempre abitato.




La flora del parco (14.000 piante) è varia: moltissime specie mediterranee e di tante altre aree geografiche.

Caratteristici sono i vecchi attrezzi con cui si svolgevano vari mestieri, che si possono vedere percorrendo le strade dell'azienda."




All'interno del parco punti di sosta, di ristoro e area giochi per i bambini.


"L'aneddoto della nascita del parco è simpatico, ma anche degno di riflessione.


Un giorno, lungo la strada che costeggia i recinti della fattoria, si fermò un'auto di passaggio


ed un bambino, scendendo e vedendo un asino, esclamò con stupore: "Papà guarda... una zebra!".


Per caso lo udì, il proprietario che, con stupore ed incredulità, pensò che poteva realizzare qualcosa per far conoscere ai giovani l'affascinante mondo degli animali con cui lui e la sua famiglia viveva e che da sempre amava."



Orari di apertura:
dal 1° marzo al 31 ottobre TUTTI I GIORNI dalle ore 9,30 al tramonto
dal 1° novembre al 28/29 febbraio PREFESTIVI e FESTIVI dalle ore 10,00 al tramonto

dal 24 dicembre al 06 gennaio TUTTI I GIORNI dalle ore 10,00 al tramonto.


(Informazioni copiate dalla brochure informativa e dall'home page del Parco)

domenica 12 luglio 2009

Incanto








Mi siedo, finalmente, con un po' più di calma al mio pc ...
reduce da un tour de force di un giorno e mezzo

per rifocillare il frigo e la dispensa,

preparare ciò che occorre al nostro rientro al lavoro
per lavare e stirare tutto ciò che c'era in valigia e quello
che non c'era alla partenza ma al ritorno si ... .

Vorrei ora, con calma,

prendere la vostra mano

chiedervi di chiudere un attimo gli occhi e

guidarvi, con le immagini e le parole,

nel racconto della mia semplice vacanza che
per noi è stata un sogno.
Un sogno atteso che non ci ha deluso.
Un sogno di suoni, luci, odori e colori

che ci lascia con il ricordo delle colline toscane

un alternarsi di pagliericci di fieno a filari d'alberi

a girasoli come pennellate su tela,

di pinete dove camminare mano nella mano
cogliendo i particolari della natura.



Scoprendo così che un albero, una pigna, un legnetto,

una formica, una coccinella,
un nido di rondini con i suoi piccolini possono diventare compagne
di avventura e di gioco.
E quanto può essere affascinante per due bambini

un improvviso spruzzo d'acqua dai sistemi di irrigazione

automatici che bagnano le piante?

In vacanza è concesso anche questo inzupparsi da capo a piedi.

E quanto ti emoziona vedere tuo figlio, che per te da poco

ha trovato solidità sulle gambette secche, arrivare di corsa

con un mazzolino di fiorellini, spighette e erbaccia?



Ed è così che trascorriamo i giorni, in contatto con la natura,
nella spensieratezza cui ti avvicina

cogliendo quell'essenza, quella semplicità che,

nel quotidiano, troppo spesso sfugge.

La nostra passeggiata ci conduce al mare.

Un mare amico che carezza i piedi mentre lo osserviamo
cancellare le nostre orme lasciate sulla sabbia.

Un mare complice di giochi, di castelli, formine di sabbia e
di secchiate in riva.

La sabbia.

La sabbia che si infila nei costumini, che si attacca alla pelle

impomatata di solare,
la sabbia che nasconde tesori da cercare e che, ogni giorno,
ci regala un bottino carico di conchiglie e sassetti colorati.

L'odore della pelle, il pizzichio del sale negli occhi,
i colori degli ombrelloni, dei prendisole e dei costumini variopinti,

le lunghe passeggiate sul bagnoasciuga.

E poi profumi.

Profumi di arte, di bancarelle, di giovani, di giochi, ristorantini

all'aperto, zucchero filato, colori suoni e giochi del luna park.

Odore di doposole che si mischia alla citronella sulla pelle
che si imbrunisce un po'.

Sandalini e canottiere,

osare un po' con un vestitino,

capelli bagnati e odore di balsamo che si asciuga all'aria.

E poi musica.

Musica di artisti di strada, di spettacoli.
Musica e canzoni mentre

in macchina percorri gli stradoni.

Tu.
Tu che a palla mettevi il rock

ora ti ritrovi a cantare "Calimero dance" o "zanza& rina"
a manetta dimenando e battendo le mani come
una perfetta animatrice.

E poi sguardi.
Sguardi felici di famiglia, la nostra.

Sguardi e sorrisi comprensivi tra mamme,

che non si parlano ma si comprendono,

nei capricci di una bimba, nel gridolino di gioia per

un sassolino verde trovato a riva

o per l'acqua che emerge da una buca o nel gesto,
carezzevole, di un papà che addormenta un neonato.

Troppo bello questo incanto per spezzarsi dopo solo sei giorni.

Troppo folle la mia idea di cercare una nuova sistemazione
il penultimo giorno precedente la partenza? Forse.
Oppure no.

E ti ritrovi a caricare la macchina canticchiando in allegria
( le canzoni di cui sopra)
ringraziando la tua mania di portare più roba del necessario
(ignorando le lagnanze del marito camallatore di valigie)
correndo a comprare sapone di marsiglia, sapone piatti,
accessori cucina, federe e lenzuola e un po' di frutta

e verdura.
E sorridi.
Come possono essere diverse le cose viste sotto

una nuova luce.
E non ti sveglia più il rumore del mare
ma un ruspante galletto che si aggira tra filari di uva che

sembrano danzare, lenti, al frusciare del vento tra gli ulivi.

E ti ritrovi nelle terre amate dal Carducci

e la poesia e l'arte di quel paese medioevale ti invadono.

Il mare nel mentre si agita un bel po'
e, sulla via degli Etruschi, ti ritrovi a scoprire posti nuovi.
Un incanto ecco come ci siamo sentiti
ecco quello che, spero,
io abbia trasmesso a voi.