martedì 31 marzo 2009

MI RACCONTI UNA STORIA?


Alzi la mano chi con un figlio tre enne e passa, quasi ogni sera, non si sente dire

"mamma mi racconti una storia?"

E, in linea di massima, è sempre quella storia

la preferita del momento che

guai

e dico guai a sgarrare d'una virgola.

Neppure quando sei stanca e, cercando di farla in barba al piccino, nella speranza

che nella sua stanchezza non se ne accorga, cerchi di abbreviarla un po'

saltando qualche particolare.

Eh no!

Non sia mai.

Quell'occhietto mezzo socchiuso si riapre di scatto

pronto a riprenderti in fallo.

E tu rischiando di addormentarti al suo posto,

con questa fiaba che si interompe ogni due per tre

tra le sue domande e i suoi perchè ti chiedi
"perchè ancora non crolla?".

Perchè nella prima versione, che è quella ufficiale da rispettare
ogni volta fedelmente, sei minuziosamente e
masochisticamente scesa in tutti quei particolari da elencare?

Ma la cosa più bella viene quando, come stasera,

è il papy a decidere di andare a letto con loro

con una espressione di panico totale

alla domanda "Mi racconti una storia?".

Tu già sghignazzi.

Il papy tenta una ripresa laterale "Ma io... se non le leggo non le so raccontare"

gira la schiena, speranzoso di aver posto un rimedio al suo sonno,

quando il bambino macchinetta attacca a parlare e a raccontare
la sua versione della favola.

La mamy è al computer

sogghigna, scrive e risponde.

"Mammaaaaaaaaaaaaaaaa"

"Si"

"Spiegaglielo tu che lui non capisce"

Figlio due nel mentre decide, vista la scampagnata in atto sul letto,

di saltare a cavallo del papy che il sonno può proprio scordarselo.

"Che cosa amore?"

E' vero mamy potrebbe alzarsi dal computer e accorrere in soccorso del consorte

ma un piacere sottile e un po' carogna la trattiene.

"Il bodo cando nel cetino"

e la mamma dalla sua postazione " Il brodo caldo nel cestino"

La storia continua.

La mamy resta ad ascoltare la dovizia di particolari che emergono dal racconto.

Tutti.

Li ricorda tutti.

Ogni due minuti urge l'intervento materno mentre, nonostante la stanza che li separi,

si possono sentire chiaramente gli sbuffi nasali di un rassegnato papà

"Ma perchè se non avevate sonno siete venuti a letto?".

Poi una discussione pesantissima in corso.

Mamy stavolta deve intervenire a sedare gli animi che si stanno scaldando

"Tu vuoi dire che la mia nonna è brutta?" i toni si alzano

"No ti chiedevo se questa nonna è brutta...." giustificativo...
perla di sudore fredda sulla fronte paterna

"Ah perchè se dici che la mia nonna è brutta..."

Attimo di silenzio

La tensione rende l'aria pesante...

"E poi arriva il cacciatore.. e spara al buto" ( lupo)

Il figlio piccolo si arrende, scende dal letto, scivola pure
ma si rialza, stoico, e va a cercare conforto
si addormenta cullato dalla mamma.
E ora,
ora che si sono addormentati tutti
perchè a me è passato il sonno????

lunedì 30 marzo 2009

OGGI MI TOCCA..


Oggi mi tocca...

spiegare il ciclo della vita

affrontare il tema della morte

Con un bambino di tre anni e mezzo che non si capacita del perchè un gattino possa morire.

Un piccolino, trovato nel motore di un camion, unico sopravvissuto di una cucciolata

un gattino che sembrava potercela fare

ma troppo piccino senza la sua mamma

un gattino che ogni due ore è stato nutrito e accudito

ma che, nonostante le cure, non ce l'ha fatta...

è il ciclo della vita...

la selezione naturale.

Ma spiegala a due occhietti pieni di lacrime che ti chiedono

"Ma io lo voglio vedere...."

Difficile il mestiere di genitore

diffile quando non sono gli incanti delle favole quelle che devi raccontare

difficile quando la vita e le sue verità

sono smontate dinnanzi a "ma perchè mamma... io non volevo morisse"...

martedì 24 marzo 2009

ESSERE... NON AVERE




Oggi mi tocca... oggi mi tocca andare a lavorare.
Già oggi, da un po' a dire il vero, mi tocca... mi pesa.
E dico questo da quando due occhietti un po' lacrimosi mi chiedono sin dal mattino se devo andarmene.
E dico questo da quando altri due occhietti si riempiono di lacrime appena chiusa la porta con il mio respiro che si ferma, con il mio cuore che resta lì in bilico su quello scalino con l'estrema voglia di ritornare su e aprire la porta mentre le gambe scorrono velocemente la mezza rampa delle scale che mi dividono dal portone... che mi divideranno da loro.
E dico questo poggiata contro il vetro di un autobus mentre penso a quel tempo di tragitto che potevo spendere ancora con loro.
Ancora un bacio.
Ancora un saluto.
Tutte le volte è così.
Io che amo il mio lavoro, che per me è una passione.
Io che ho sempre detto " una donna deve essere realizzata, autonoma... " e altre affermazioni del genere.
Io che quando dicevo così non ero stata in un letto d'ospedale con la cosa più bella che io potessi avere accanto.
I miei figli.
Io che mi rendo conto che questo post, nell'attimo stesso in cui lo scrivo, è un insulto a chi un lavoro lo vorrebbe avere.
Io che sogno il terzo figlio e che so che a stento, giusto andando a lavorare, tiriamo i remi in barca con due e il sogno lo ricaccio nel cassetto.
Io che lo dovevo dire ed ecco qui.

sabato 21 marzo 2009

PREGHIERINA DELLA SERA

In ogni famiglia da quando arriva un bambino si mettono in pratica i così detti
"riti della buonanotte" siano il bagnetto un massaggio, una favola, una ninna nanna ecc.
Il bambino si abitua così al ripetersi di quei gesti che lo conducono, dolcemente, verso la nanna.

Ognuno di noi si porta dietro il bagaglio di quelli che sono stati, a suo tempo,
i suoi riti per addormentarsi.

Io ricordo una preghierina bellissima che la mia mamma recitava con me,
prima di spegnere la luce, prima dei nostri baci della buona notte.

Ora è arrivato il momento che io la reciti insieme ai miei bambini e,
con piacere, la condivido con voi chiedendovi incuriosita:
Ricordate quali erano i vostri rituali prima di addormentarvi?

Li usate con i vostri bambini?"



"Angioletto del mio cuore


che fai tu vicino a me?


Sono l'Angelo del Signore


son l'amico del tuo cuore.


Quando dormi e quando vegli


sempre sono accanto a te"

E' ARRIVATA...




E' arrivata, finalmente, tanto attesa la primavera.
E' arrivata anche se nuovamente le temperature si sono abbassate,
anche se i sintomi influenzali hanno fatto la loro ricomparsa,
anche se intorno c'è ancora la neve,
e il vento ancora punge il viso.
E' arrivata e speriamo che nello sbocciare dei fiori, dei suoi colori,
delle sue giornate luminose
riporti un po' di buonumore in tutti noi.

Piccolina mia...

No, non sono impazzita.
Ma questa sera ho una figlia in più e che non me ne voglia la sua mamma, grande amica mia, grande amica vostra.
Ma da quando stasera ho ricevuto un sms che mi diceva che la piccina era in sala operatoria ho sentito un angoscia dentro, un dolore che mi ha avvicinato a loro.
Impotente io di star loro vicino fisicamente, data la distanza, colmo questo divario con una preghiera.
Spero che la notte passi senza dolori, spero che un abbraccio collettivo, unito al mio, si posi sui vostri cuscini.... come una coccola culli i vostri sogni.
Da madre a madre
da amica ad amica
Buonanotte.

venerdì 20 marzo 2009

il nostro linguaggio

L'abilità di esprimersi mediante il linguaggio avviene in tempi diversi, da bambino a bambino così come tante altre capacità.

Ad esempio i miei figli hanno camminato entrambe prestissimo.

Sul linguaggio, beh ci stiamo lavorando.

La famiglia, i genitori, l'ambiente scolastico possono contribuire a rendere più ricco il linguaggio del bambino.

E' quello che stiamo facendo noi leggendo delle storie, commentando con lui i cartoni animati che guardiamo insieme, stimolandolo a raccontarci storie o quello che è successo durante la giornata, rispondendo in modo semplice alle sue domande.

A volte però tocca armarsi di pazienza e comprendere che possono manifestarsi delle reali difficoltà del linguaggio e forse presto occorrerà rivolgersi a una specialista del settore.

Non che questo significhi un fallimento, anzi, rendersene conto in tempo può solo agevolare un bambino prima che faccia il suo ingresso nell'età scolare e si ritrovi indietro soffrendo ulteriormente per questa situazione.

Però non è facile a volte spiegare agli altri componenti della tua famiglia al marito, alla nonna che tu percepisci che c'è qualcosa che non va.

Che secondo te non è "solo piccolo".

Che forse ha bisogno di una guida.

Ieri ne ho parlato con la nostra pediatra e di comune accordo abbiamo deciso di darci un termine.

Se entro la fine dell'estate non ci saranno miglioramenti, nonostante gli esercizi-gioco, nonostante l'incoraggiamento, nonostante il mostrare come usare la lingua e le labbra per emettere determinati suoni e formulare determinate parole, allora ci si rivolgerà ad una logopedista.

La vivo bene anche se non posso negare che un piccolo groppo da ieri mi stringe un po' la gola.
Fate il tifo per noi.

martedì 17 marzo 2009

RIFLETTIAMO CRESCENDO

Sopravvissuti ai "terrible two" e "terrible three" ci si avvicina al passaggio successivo che avverrà in estate.

Crescendo crescendo sono nate, maturate e fallite determinate teorie, determinate azioni pratiche che si sono modificate in base alle sue esigenze, alle nostre esigenze, ai risultati ottenuti o ai fallimenti.


Ne sono derivate una serie di considerazioni, valide più o meno per tutte le fasce di età, variabili da bambino a bambino, accomunabili a molti, variabili nel nostro stesso bambino di giorno in giorno, di situazione in situazione.


Riflessioni e variabili che hanno fatto crescere anche noi come figure genitoriali.
E voglio cambiare, migliorare, non ripetere certi errori.
Riflettere, capire e crescere io, per far crescere voi

Non a caso, solo pochi giorni fa la favoletta di mamma orsa mi ha portato a riflettere sull'importanza del rispetto dei tempi di mio figlio, sulla stimolazione positiva, sulla trasmissione di fiducia e sul mio ruolo nella sua crescita come adulto "indipendente".


I bambini tra i tre e quattro anni possono essere deliziosi ma anche faticosi.


Necessitano di molto tempo e molta pazienza, dell'incoraggiamento piuttosto del rimprovero, hanno bisogno che si parli, che si chieda il loro parere, che si leggano loro delle storie ma anche che li si ascolti molto mostrando reale interessamento.


A tre anni i cambiamenti d'umore sono molto repentini.


Le emozioni spesso molto intense.


A volte bastano piccoli cambiamenti della sua routine o un imprevisto per destabilizzare il suo equilibrio, per smontare quelle sicurezze che la quotidianità gli trasmette, eventi banali percepiti come catastrofi.


Altre volte, per assurdo, dopo aver pensato a tutti i modi per introdurre una novità, un cambiamento senza turbarlo esso ne rimane completamente indifferente.


Non si possono prevedere le sue reazioni, le sue emozioni.


Ogni volta sarà come la prima volta.


Di conseguenza anche per i genitori alle volte è difficile comportarsi adeguatamente.


Per aiutarlo a gestire le sue emozioni occorre comprendere le ragioni del suo comportamento.


Inizialmente si permetterà che sfoghi la sua reazione, per come è il bimbo stesso o per come la situazione lo ha portato a reagire, chiudendosi nel suo silenzio o lasciando emergere la sua rabbia per pilotare, in un secondo momento, i suoi sentimenti attraverso le parole invitandolo al dialogo per capire cosa è accaduto.


E' facile che davanti a determinate situazioni anche i genitori perdano la pazienza.


Ma i bambini hanno bisogno di coerenza, e per questo è importante che i genitori discutano preventivamente come comportarsi nelle svariate situazioni che si proporranno.


In tal modo assumeranno un comportamento di continuità, senza che essi si contraddicano o, peggio, litighino davanti al figlio.


A tal proposito una importanza rilevante la assume anche chi sostituisce i genitori che deve mantenere la stessa linea di comportamento decisa.


E' logico che in questo discorso, generale e generalizato, si pongono le svariate variabili ed eccezzioni.


Sappiamo benissimo quanto è bello e quanto possono godere i nostri figli dal rapporto con i nonni eppure questo rapporto non deve essere in opposizione con il nostro metodo.


Solo a queste condizioni ben vengano i vizi "nonneschi".


L'importante è non confondere il bambino.


Lasciare quella "linea guida" di cui parlavo con tutte le sfaccettature personali.


I bambini hanno bisogno di essere incoraggiati ad assumersi piccole responsabilità, piccoli compiti, sentirsi piccole persone competenti, promosse nella loro indipendenza, anche se questo potrebbe portare a impiegare più tempo nell'esecuzione di una cosa che avremmo potuto fare in metà tempo.


Coinvolgere.


Coinvolgere il bambino sempre e chiedere il suo intervento, il suo parere, il suo aiuto.


Occorre avere pazienza ed attendere che il bambino apprenda con i suoi tempi senza che questo determini turbamenti, irritabilità o che sia vissuto come una sconfitta, come un metro di giudizio del suo "lavoro"come genitore.


Avvertendo questo atteggiamento il bambino non ha un rinforzo positivo e può manifestare il suo disagio con forme di regressione di tappe già raggiunte ( es. il controllo degli sfinteri).


L'incoraggiamento, la fiducia nel bambino, lodare per i successi e minimizzare i fallimenti sono gli unici atteggiamenti che facendo sentire il bambino apprezzato lo rassicurano.


Il gioco ha un ruolo fondamentale.


Il gioco di imitazione, di manipolazione, i giochi didattici, il gioco in gruppo che ora comincia a prendere un significato, il gioco di fantasia, in un mondo tutto suo a metà tra reale e irreale, dove scatole di cartone o coperte diventano i suoi rifugi.


A volte semplicemente guardandoli dal gioco si conosce molto di più dei nostri figli .


Altre volte partecipare nei loro giochi, dare l'impulso di partenza a nuove attività farà emergere il bambino che è in ogni adulto, in tutti noi, lasciandoci alle spalle quella scontatezza tipica dell'adulto.

venerdì 13 marzo 2009

SVEGLIARSI PRINCIPESSA...


Ieri mattina splendeva un sole meraviglioso, il cielo era terso neppure una nuvola faceva capolino.

Mentre ci preparavamo per una mattinata al parco giochi Alessio, serio, prende il mio viso tra le sue manine " Tu sei una principessa, e sei la mia fidanzata...".

Sorridi e il tuo cuore vola in alto in quel cielo terso guidato dalla tenerezza dei sentimenti di un bambino.

Alessio sta scoprendo i sentimenti.

Osserva nei cartoni animati tipo Tarzan, Aladin o Pocahontas i sentimenti tra i vari personaggi.

Elabora le sue considerazioni.

Ieri sera, gli occhietti stanchi che tendono a chiudersi dopo una giornata estenuante di giochi, con la testa poggiata sulle mie gambe guardiamo la tv.

Ad una scena di una soap di retequattro, lasciata in attesa del programma successivo, Ale tira su la testa " Si baciano" esclama.

A me, sinceramente, verrebbe da ridere ma mi trattengo non voglio che si senta deriso.

"Anche io voglio innamorarmi di una ragazza bella come quella..."

Serietà materna recuperata,

ansia,

sto perdendo il trono guadagnato solo poche ore prima.

" Ma... bionda .... " tentativo di riportare l'acqua al proprio mulino " O mora come la mamma?"

boicottamento dei sentimenti del figlio

" Bionda... a me piacciono bionde..."

may day may day stiamo precipitando....

" E io? stamattina hai detto che eravamo fidanzati..." giochiamo sporco sul senso di colpa...

" E va beh... ti prende Andrea...."

Scacco matto alla regina

occhio tremulo al figlio piccolo "Andrea ... tu mi vuoi sposare?"

accenno positivo del figlio piccolo.

Mio marito ride e scuote la testa

Io ho ritrovato un fidanzato, sono di nuovo una principessa ma,

diciamolo, sta futura nuora...

già mi sta un po' antipatica.

lunedì 9 marzo 2009

LA FAVOLA DI MAMMA ORSA

C'era una volta...

C'era una volta un orsetto

un orsetto che non sapeva pedalare.

Eppure aveva un triciclo rosso fiammante
che gli occhietti suoi di orgoglio faceva brillare .

Eppure mamma orsa, paziente, gli spiegava

un piede su

un piede giù

ma orsetto non pedalava.

C'era una volta la favola di mamma orsetta

che dice "pedaliamo senza fretta"

e un pizzico di sale magico di fata

vedrai che poi farai una bella pedalata.

Sorride mamma orsa alla magia

orsetto come il vento vola via

Un giorno verrà fuori la verità

che basta crederci
e una cosa la si fa'.

AUGURI L.





Arriva una nuova vita amica mia

Arriva una nuova vita a te che hai già due bimbi grandi,

a te che sei già grande,

a te che sei lontana da me,

che i tuoi figli non li conosco se non per foto tramite mail se escludiamo quel breve contatto avuto

con A. quando, per problemi di salute, siete venuti nell'ospedale pediatrico della mia città.

Arriva una nuova vita e il mio cuore si stringe un po' smanioso di ricordi, di desiderio di

riassaporare certe sensazioni,

scontrandosi con la consapevolezza,

cullandosi di sogni.

giovedì 5 marzo 2009

OTTO MARZO

"Allora dove andiamo?"

Trepida attesa della mia risposta...

"Eh? quando?"

Stupore sul volto delle mie amiche

"Ma come quando l'otto marzo no?"

... Silenzio

"A dire il vero non è che io ci tenga un granchè a sgallettarmi dinnanzi a un culetto nudo,
la cui bellezza non si discute,
di uno..."

Teste che scuotono perplesse e sguardi di disapprovazione.

Non ci ho mai tenuto neppure prima

eppure ora "Da quando sei sposata..."...

Ma non c'entra nulla.

Ancora poche sere fa sono uscita per una serata con amiche.

Qui non si tratta di divenire orsi chiusi in casa prigionieri di figli, casa e famiglia.

Qui si tratta di concepire quel giorno in modo diverso e non aver per nulla voglia, con estremo
rispetto di chi invece va e vuole divertirsi,
di "festeggiare" il mio essere donna urlando dinnanzi al perizoma danzante di un ragazzo.

Per questo dico solo questo:

Buon otto marzo donne.

Buon otto marzo oggi che ne abbiamo 5, domani che ne abbiamo 6 e fra trenta, quaranta, cinquanta giorni.

Buon otto marzo tutti i giorni.

Buon otto marzo l'8 marzo per ricordare le donne che morirono nella fabbrica, tutte le donne della storia, per celebrare l'essere donna, madre, figlie, uniche, forti e fragili.

Buon otto marzo a tutte le donne che leggono il mio blog.

Filastrocca delle ditina di nonna Marisa



Questa filastrocca me la diceva mia madre da piccolina afferrando le mie dita e facendomi ridere.
Ora la stessa voce la ripete ai miei figli
e, nuovamente, risate di bimbo riempiono la casa.
Non so se la inventò lei o se si tratta di una filastrocca popolare perchè non l'ho mai trovata su libri o in internet.


Le ditina vanno in cucina


Il pollice vuol fare una focaccia

l'indice pronto la farina staccia

il medio fa la pasta e l'infarina e

l'anulare, spedito, la porta in cucina

arriva il mignolino che,

furbetto,

se la mangia in un sol bocconcino.

martedì 3 marzo 2009

Ci vorrebbe qualche parola in più....



L'onomatopeico piccolo tombolino al raggiungimento dei 18 mesi ha smesso di onomatopeizzare ( si dirà?) chiudendosi in una sorta di mutismo, cocciuto, che a dire il vero non guasta compensato dal fratello trapanatore di orecchie.

Silenzio rotto, di tanto in tanto, da urla al limite dei decibel stimabili che prima o poi mi faranno trovare una coppia di assistenti sociali dietro la porta mandati, anonimamente, da qualche vicino.

Però ora è così: vuole un giocattolo? Strilla.

Non vuole fare una cosa? Strilla.

Non lo sa neppure lui: strilla....
Così ti ritrovi a decifrare il fratello con il famosissimo metodo scientifico del "per tentativi ed errori..." mentre un sottofondo di urla disumane ti comunica che... che magari vuole l'acqua o il biscottino.

Si, ci vorrebbe qualche parola in più...

Rido.
Mi sento come un re spodestato dal suo trono tra un quasi quattrenne, che ormai ha capito tutto della vita, e ha deciso di essere padrone di se stesso e un piccolo anarchico succhia biberon, che brucia le tappe del suo divenire, puntandosi come un mulo ribelle e dispettoso.

Rido perchè ne combina una e, annusando come cane da tartufi la sgridata in arrivo, furbescamente porta le manine agli occhi in un artistico tentativo di disperazione costruita.
Sorrido
perchè so già che quando inizierà a parlare ne sentirò delle belle
Sorrido
perchè so già che quando inizierà a parlare varcherà quella soglia che ancora lo fa essere...
il mio piccolo tombolino.

domenica 1 marzo 2009

SABATO... AL CIRCO



Seduto sulle mie ginocchia ho percepito ogni tuo sussulto d'emozione
pareva frullo d'ali di piccolo uccellino.
Ho trattenuto il respiro con te,
riempiendo i polmoni d'aria nuova,
nell'aria soffocata di emozione.
Ho sentito i battiti del tuo cuore accelerare all'unisono con i miei
fermarsi,
sussultare.
Ho visto la paura affiorare a volte nel tuo sguardo concentrato
ho visto lo stupore
la magia
le risa
l'allegria.
Abbiamo condiviso insieme questo sabato al circo
i nostri corpi adesi
io, bimba, insieme a te.
Posted by Picasa